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Emilia Romagna, punti vaccinali vicino alle scuole: c’è l’ok

Accolta la proposta di Castaldini (Forza Italia): «È la strada migliore per il bene scolastico degli studenti»

Modena. Punti vaccinali vicino alle scuole. È l’ultima proposta della Regione per sensibilizzare sul tema le famiglie in vista della riprese delle lezioni a settembre, con l’obiettivo di rendere sempre più sicuri gli ambienti scolastici e ridurre al minimo, e possibilmente azzerare, la didattica a distanza.

Se ne è parlato ieri in assemblea legislativa su proposta della consigliera regionale e capogruppo di Forza Italia, Valentina Castaldini (foto a destra): «Io voglio uscire dalla pandemia e allo stesso tempo voglio entrare nella certezza che non avremo più bambini, ragazzi e ragazze in didattica a distanza – ha detto Castaldini – E questa proposta per me è un grande passo e un grande risultato, assieme ai tamponi per gli screening, sempre davanti alle scuole per cui mi sono battuta fino ad ottenerli».


Castaldini specifica che i punti vaccinali fuori dalle scuole non saranno «solo per gli alunni ma anche per le famiglie. Ogni scuola ogni giorno può avere un presidio predisposto in prossimità degli istituti per fare i vaccini, tutelando la privacy e la libertà di scegliere. Se è vero che la medicina di prossimità è fondamentale, anche questa è una strada da percorrere per il bene scolastico delle nostre giovani generazioni».

La proposta di Castaldini è stata accolta dall’assessore alla Salute Raffaele Donini: «Dobbiamo vaccinare a tappeto i ragazzi dai 12 ai 19 anni, concordo con la consigliera Castaldini sul fatto che proseguire su questa linea sia fondamentale nel contrasto al Coronavirus. Per questo a luglio garantiremo la vaccinazione di 50mila ragazzi di questa età che si sono già prenotati. Riteniamo che a fine agosto avremo il 50% di queste classi di età vaccinate completamente e per questo ci faremo trovare davanti alla scuole, nell’interlocuzione con i pediatri e i medici di base, per essere pronti a vaccinare in prossimità dei luoghi di studio la popolazione scolastica». Ricordiamo che lo stesso Donini nei giorni scorsi aveva avanzato la proposta di abolire la didattica a distanza per i ragazzi vaccinati.

Vaccinare gli studenti, tuttavia, non basta per rendere più sicura la scuola, occorre che anche – e soprattutto – il personale scolastico sia protetto dalla malattia. Lo ha ricordato anche ieri il generale Figliuolo che ha detto «Dobbiamo convincere docenti e personale scolastico a vaccinarsi il prima possibile».

La situazione nel Modenese è buona: almeno il 78% del personale è protetto. Usiamo l’avverbio “almeno” poiché il conteggio è estremamente difficile. Come noto il personale scolastico ha avuto priorità di prenotazione nella prima fase della campagna vaccinale tramite i medici di Medicina generale. In quel periodo sui 18mila presenti nella nostra provincia se ne sono vaccinati 14.200. I restanti 3.800 potrebbero aver prenotato in un secondo momento attraverso i normali canali Ausl man a mano che si aprivano le somministrazioni in base alle fasce di età ed è stato dunque impossibile per Ausl monitorare chi facesse parte del personale scolastico e chi no. Il dato del 78%, che negli ultimi mesi non può che essere cresciuto, è comunque soddisfacente.