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Comuni ricicloni: Modena sbanca con San Prospero e Castelfranco

Tra i virtuosi di Legambiente i piccoli paesi della Bassa e Carpi. Ma la città e Sassuolo sono assenti

Carlo Gregori

Raccolta differenziata: tra i Comuni “ricicloni” la provincia di Modena sbanca a livello nazionale. Un risultato di prestigio che vede la zona della Bassa compatta nel riutilizzare al meglio i rifiuti fin dal momento dello scarto mentre un Comune di medie dimensioni ottiene un punteggio elevato in Italia: Castelfranco.


I premi annuali di Legambiente dedicati ai “Comuni rifiuti free” mostrano che Modena e provincia sono una realtà di punta italiana. Tra i “vincitori assoluti” di Legambiente 2021 troviamo in Emilia-Romagna ben tre categorie. Per i Comuni sotto i 5mila abitanti primo è il paese forlivese di Civitella, seguito al quinto posto da Bastiglia.

Per i Comuni medio-piccoli, tra i 5mila e i 15mila abitanti, invece troviamo un’ampia rappresentanza della Bassa.

Al primo posto di questa fascia media svetta soprattutto l’area di Aimag con San Prospero in testa, seguita da Cavezzo, Medolla, Concordia e Novi e Spilamberto tra i primi dieci. Infine, per la categoria delle cittadine medie, sopra i 15mila abitanti, prima è Castelfranco, seguita subito da Carpi e Soliera.

Modena, Sassuolo, Formigine, Pavullo, Mirandola, Vignola e altre città non sono in classifica. Un segnale che andrà approfondito zona per zona.

In questa ventottesima edizione, nel dossier Legambiente sono 26 i comuni rifiuti free dell’Emilia-Romagna, dieci in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 277.828 abitanti coinvolti.

Nonostante però questi esempi virtuosi, che rappresentano sicuramente un vanto per il territorio, restano ancora molte le differenze sulla gestione dei rifiuti in regione.

Infatti, da un lato sono diversi i Comuni che hanno raggiunto con un anno di anticipo i risultati fissati dalla legge regionale sull’Economia Circolare (cioè meno di 150 kg/abitante mandati a smaltimento ed il 73% di raccolta differenziata): 130 amministrazioni per circa 2 milioni di abitanti.

Tra le zone virtuose vanno citate l’intera provincia di Parma e Ferrara, seguite da Reggio Emilia. Alcuni territori non hanno raggiunto gli obiettivi fissati dalla Regione nemmeno a fine 2020. Tra questi la provincia di Ravenna, profondamente in ritardo. Situazione che gli era valso l’ottenimento del primato “Sacco Nero” in occasione dell’Ecoforum regionale di novembre.

La classifica mostra un aspetto che induce ottimismo: sono sempre di più i Comuni “liberi” dai rifiuti. Passano dai 598 dell’edizione 2020 a 623 nel 2021 quelli insigniti del premio Legambiente, attribuito ai Comuni che annualmente producono meno di 75 kg di rifiuti per abitante da avviare a smaltimento e hanno una percentuale di differenziata superiore al 65%.

Se il numero dei Comuni virtuosi cresce, cala però complessivamente quello dei cittadini: 3.542.624 (circa 110 mila in meno rispetto allo scorso anno), un dato che indica come si sia fatto bene e meglio nei piccoli centri, mentre in quelli più grandi si sia prodotta una maggiore quantità di indifferenziato.

Anche per il 2021 si conferma la tendenza positiva del Sud Italia che, a fronte di un Centro in lenta discesa, erode punti percentuali al Nord.

Dal 2019 a oggi, infatti, i “Comuni Rifiuti Free” nel Meridione sono quasi raddoppiati, mentre al Nord si è assistito a un progressivo calo. Nessun nuovo ingresso registrato nella categoria delle città capoluogo, mentre circa il 70% dei Comuni Rifiuti Free 2021 fa parte di un consorzio.

Legambiente sottolinea infine che l’applicazione della tariffazione puntuale era prevista entro il 31 dicembre 2020, ma ad oggi purtroppo sono solo 90 i comuni in regola, (27% del totale) per un terzo della popolazione regionale. —

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