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Il Golf Club di Sestola si prepara per l’estate: «Ripartiamo insieme»

Il presidente Ori: «Tante le attività per l’arrivo dei turisti» Quattrini: «La stagione non è ancora a pieno regime»

SESTOLA. Divertimento e alcune novità al Golf Club di Sestola, un’attività che non ha risentito in maniera critica della crisi economica e sociale dettata dal Covid-19. La stagione estiva del Club è iniziata nella normalità e inizia ad accogliere i primi turisti che si stanno pian piano spostando nell’Appennino emiliano.

CAMPO A NOVE BUCHE. «Non sono ancora tantissimi, ma la stagione è appena iniziata e durante i fine settimana iniziano ad essere pieni di appassionati della disciplina e anche di alcuni principianti — a commentare l’apertura della stagione estiva è Luigi Quattrini ex direttore del campo e ora socio del Club — qui il clima è sereno e lo è stato anche durante i difficili mesi in cui il virus era più attivo. Durante la stagione qui vengono organizzati tornei validi per il calendario della federazione, quasi ogni fine settimana ne ospitiamo uno. Quello di Sestola è un campo a nove buche che ci permette di organizzare tornei a nove e a diciotto buche. Uno degli appuntamenti principali dell’estate è ad agosto quando organizziamo una tre giorni di gare dividendo i soci in due squadre, una competizione in cui a regnare è il clima di amicizia tra di noi e che si conclude con una grande festa».


NUOVI DIRIGENTI. Il Golf Club di Sestola ha da poco modificato il suo assetto dirigenziale, è stato infatti eletto un nuovo direttivo nel maggio scorso con l’intento di iniziare un processo di ricambio generazionale.

Chiediamo al nuovo presidente Andrea Ori di spiegare quali sono le prospettive futture di questo club:«Siamo l’unico golf club sull’Appennino tosco emiliano – ha affermato il neopresidente – siamo fortunati anche per la nostra posizione quindi faremo tutto per mantenere i nostri servizi e implementarli. Durante la scorsa estate abbiamo giovato di contributi economici provenienti dai fondi stanziati dal Governo, quest’anno invece è stato il Comune a darci alcune sicurezze aiutandoci con le spese di gestione del campo, spese che altrimenti faremmo fatica a sostenere».

L'INTERVISTA. «Quella del golf – continua Ori – è un’attività che ha risentito poco dei danni provocati dal virus, in particolare nel nostro caso dato che stiamo aperti dai sei agli otto mesi a seconda delle condizioni meteo. I Club di pianura che non hanno questo genere di problema e possono restare aperti più a lungo, hanno invece dovuto confrontarsi con il Covid».

Quanti sono attualmente i soci del club?

«Al momento siamo circa un centinaio di soci che sono per lo più abitanti dell’Appennino oppure persone che qui hanno la loro seconda casa. Per questa prima parte della stagione, chi viene a giocare è contento della qualità del terreno, è proprio la manutenzione il maggiore problema che può esistere nella gestione di un Golf Club e anche il settore in cui bisogna fare più investimenti».

Quali i principali obiettivi che vi proponete?

«Il nuovo direttivo – dice ancora il presidente Andrea Ori – ha tra i suoi principali obiettivi quelli di riuscire a mantenere il campo in perfette condizioni gestendo i problemi di siccità o tutte le altre eventualità atmosferiche. Qui abbiamo ricicli di acqua e riusciamo a mantenere un bel manto erboso. L’obiettivo è quello di mantenere all’avanguardia la manutenzione del terreno di gioco, il manto è uno dei biglietti da visita più importanti per un campo da golf. Sotto questo punto di vista c’è molta collaborazione tra il direttivo e i soci, sappiamo tutti che dobbiamo aiutarci per riuscire a mantenere il nostro campo in condizioni ottimali per il gioco». —