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Maranello, la fa invaghire poi la raggira e si fa comperare  l’auto

Il 54enne accusato di circonvenzione d’incapace: ha truffato una donna a distanza di anni La vittima: «Lasciavo anche dei soldi in un bar di Pozza, ma in concessionaria ho capito»

MARANELLO. È a processo con l’accusa di circonvenzione d’incapace per essersi fatto dare “tra i 6 e i 7mila euro” ha detto la vittima, con la promessa di una restituzione che non risulta mai avvenuta. Se n’è parlato nel corso di un’udienza davanti al giudice Gilda Del Borrello quando la donna 54enne ha dovuto svelare anche alcuni suoi problemi di salute.

UN LUNGO RAGGIRO. Stando al racconto tutto è iniziato nel 2014 quando i due si incontrano; lei è appassionata di mercatino dell’usato dove vende oggettistica, lui è l’organizzatore di appuntamenti di hobbistica e ingegno.

Iniziano a sentirsi: il 54enne, difeso dall’avvocato Fernando Giuri, è educato e la blandisce fino a spingersi ad alcune avance che la donna – sposata – inizialmente rifiuta. Poi però il corteggiamento va a buon fine e nasce una relazione: «Ero ossessionata», racconterà la vittima, rappresentata dall’avvocato Giacomo Sanlej, nel descrivere il suo stato d’animo in quei frangenti.

A nulla valgono i tentativi di marito e figlie di allontanare il palermitano, ma il legame si interrompe per i problemi di salute della donna.

TRE ANNI DOPO. Tre anni dopo, però, l’imputato torna a farsi vivo appena viene a conoscenza che la vittima ha venduto una casa e dispone di un certo valore. «Non ricordo come mi abbia ricontattata, mi ha detto che aveva problemi economici e che dovevo aiutarlo perché ero una brava persona, generosa. Quei soldi me li avrebbe poi ridati, ma gli servivano per la casa».

La donna inizia a dargli un aiuto, inizialmente tra i 200 e i 300 euro che lasciava più volte in un bar di Pozza in una busta («Non voleva che ci vedessero insieme», si è giustificata) per arrivare infine all’acquisto di un’auto. «Diceva che aveva visto quella vettura e che gli piaceva. Gli risposi che doveva ridarmi prima i miei soldi, ma lui rispose che dovevo avere fiducia in lui e che con la liquidazione del Tfr avrebbe ripagato il debito. Proposi di aiutarlo a comprare l’auto, ma volevo un testimone della consegna del denaro: lui si presentò davanti alla concessionaria di Castelnuovo con una persona anziana, che mi presentò come un maresciallo in pensione. Venni tranquillizzata e alla responsabile delle vendite ho consegnato i primi contanti come fatto poi anche nei giorni successivi». I movimenti bancari parlano di due prelievi da 4400 euro totali in due giorni, gli ultimi della serie visto che in quel momento la situazione precipita.

«Insistevo per avere indietro i soldi – ha ammesso la donna – ma lui mi allontanò. Minacciò di andare da mio marito a raccontare tutto e mi disse “poi mi dovrai dare 20mila euro, altro che 4mila”».

ARRIVANO I CARABINIERI. L’esasperazione prende il sopravvento, la donna si rivolge ai carabinieri di Maranello che avviano le indagini e annotano frequentazioni sospette del 54enne con “altre donne fragili, alcune vedove” quasi a voler certificare un metodo scientifico nella scelta delle compagnie. Nelle convulse fasi post acquisto dell’auto si registrano anche un paio di danneggiamenti rabbiosi sulla vettura intestata al palermitano. «Con mio marito siamo andati in concessionaria a dire che l’auto non sarebbe dovuta uscire, lui era arrabbiatissimo, ma era intestata a quell’uomo e il rivenditore non ha potuto fare niente. Ma verrà a testimoniare a mio favore». —

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