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Modena, Hombre, flash mob della Lav «No al raddoppio dei bovini»

Presidio degli animalisti modenesi davanti alla sede dell’azienda di Cognento: «Un mega allevamento alle porte della città sarebbe dannoso per l’ambiente»

MODENA. No al raddoppio della Hombre di Cognento. Se nelle scorse settimane, su pressione delle altre aziende agricole della zona, erano stati diversi gruppi consiliari - dal Pd ai Verdi, dalla Lega al M5S - a portare il caso all’attenzione dell’Assemblea di piazza Grande, sabato è stata la Lega Antivivisezione di Modena a organizzare un flash mob davanti alla azienda di strada Corletto che all’inizio del 2020 è passata dalla famiglia Panini ai Raguzzoni di Formigine. (Si precisa che Raguzzoni NON è più proprietario di Motovario da almeno 10 anni)


Tornando alla manifestazione di sabato mattina, il presidio rientra nelle iniziative della campagna “Non come prima” organizzata dalla Lav modenese: «In queste settimane - fa sapere Paola Aldini - la Hombre ha presentato un progetto di ampliamento dell’allevamento di bovine da latte di cui si prevede addirittura il raddoppio. È scientificamente provato - incalza la rappresentante della Lav - che l’allevamento dei bovini ha un grave impatto sull’ambiente dato l’elevato inquinamento emesso dagli animali, dai loro reflui e per le grandi quantità di acqua necessarie alla produzione.

La realizzazione di un mega allevamento alle porte di Modena, in un territorio già tanto sfruttato e con una pessima qualità dell’aria, va nella direzione contraria rispetto alla “transizione ecologica” che dovrebbe incentivare la riduzione degli animali allevati in favore di un’agricoltura sostenibile ad uso umano».

Il caso era stato affrontato lo scorso 20 maggio in Consiglio comunale, quando l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, replicando alle interrogazioni di maggioranza e opposizione, aveva fatto notare che «l’istruttoria per l’ampliamento dell’azienda agricola è appena iniziata, mentre è in corso l’iter di valutazione del piano di sviluppo da parte della Conferenza dei servizi, con particolare attenzione agli aspetti di impatto ambientale.

Il progetto - queste le parole dell’assessore - seppur in ampliamento, prevede un ammodernamento degli impianti che ne aumenterà le prestazioni e la realizzazione della prima “stalla etica” di importanti dimensioni in Italia, con focus sul benessere animale».

Per quanto riguarda i numeri, la superficie utile lorda interessata dal progetto ammonta a 55mila metri quadrati, di cui 44mila 500 di nuovi edifici produttivi, 6mila di ristrutturazione di edifici esistenti dismessi e 4mila 700 metri di edifici esistenti che vengono mantenuti. «Tutto ciò che è funzionale ad attività agricola - ha precisato l’assessore - primaria per l’alimentazione, per legge non concorre al consumo di suolo. Il Piano urbanistico generale in corso di definizione, nel territorio rurale, si muove in direzione della eliminazione dei manufatti non più funzionali per eliminare il rischio di trasformazione ad altri usi. La delibera di giunta dell’estate 2020 non approva il progetto - ha detto ancora Vandelli - ma attesta la sua ammissibilità rispetto agli strumenti urbanistici, mentre nulla ha definito su come si deve sviluppare il progetto, le cui condizioni e modalità devono scaturire da una disanima tecnica». —

L.G.

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