Iter Idea. Le donne e il lavoro: c’è una mano tesa

Una app ideata per agevolare il mondo femminile nel realizzare le proprie aspettative confrontandosi anche con l’estero

MODENA Innovazione, mobilità femminile, una risposta alla paura verso il futuro: il tutto racchiuso in un’app. Quando l’innovazione affronta le dinamiche imposte delle nuove necessità sociali post Covid-19, e incontra la propositività di giovani talenti, il risultato è un vantaggio sociale globale. È la concezione sviluppata dai tre talenti del team “Iter Idea”: Guido Mazza, Matteo Carbone e Sara Baroni, sulla tematica “Un’economia che lavora per le persone”, una delle sfide a cui l’Europa ha chiesto una risposta tramite il contest “Eu Datathon 2021”, che ha visto l’Italia primeggiare.

La sfida a cui i ragazzi sono chiamati a rispondere, entro il prossimo 25 novembre, è sviluppare un’app che contribuisca a plasmare il nostro futuro digitale e a portare il valore dei dati aperti a ogni tipo di pubblico: dalle Pmi, ai ricercatori e alle Ong, passando per i responsabili politici e i governi, fino a tutti nell'UE e oltre. Le app saranno commercializzabili e offriranno un grande valore a più comunità di utenti.


Detta così, sembra un gioco da ragazzi. Su cosa si basa esattamente la vostra app, Wonder Wanderlust Women?

«L’app è ideata per fornire una risposta concreta all’incertezza di molte giovani donne verso il futuro. Attraverso una serie di open data europei il portale fornisce indicazioni rilevanti per il rilancio della mobilità femminile e un tangibile connubio fra esperienze pregresse sia educative sia lavorative, permettendo alle donne di valorizzare loro stesse attraverso le proprie competenze professionali e personali. Il nostro obiettivo è fornire alle donne un prospetto di vita su cui basare i primi passi verso la vita che sognano: che si tratti dell’ambito di studi, di quello lavorativo, o semplicemente della volontà di confronto con un panorama estero. L’app pone all’attenzione delle utenti suggerimenti latenti, altamente personalizzati, relativi tematiche universitarie o altri benefit legati a una determinata capitale o regione europea».

Da dove arriva la scelta di sviluppare un’app legata a un contesto puramente femminile?

«L’idea è nata in risposta a una necessità sociale che ora, a causa della pandemia, si è fatta ancora più impellente. L’occupazione femminile è stata la più penalizzata. Abbiamo identificato una serie di fattori selettivi, come le aziende che vantano una certificazione equità salariale, il tasso di occupazione femminile, il costo medio della vita e il gender-gap, per sviluppare un algoritmo che renda possibile mostrare una panoramica accurata sulle reali condizioni lavorative e di vita nei differenti territori Ue. Il potenziale di sviluppo del portale potrà essere esteso riportando annunci di lavoro e sinergie universitarie, per sviluppare una valorizzazione aziendale di quelle realtà lavorative che rispettano i pronostici europei». —