Riolunato I “Cani randagi” guide e custodi dell’Appennino

«Siamo partiti come scuola di sci – ricorda Alessandro Bonfiglioli, maestro di snowboard e guida di e-bike – e abbiamo deciso di chiamarci “Stray dogs” ovvero cani randagi. Eravamo tutti un po’ randagi, nel senso che ognuno svolgeva le attività per conto proprio. Siamo partiti in due e ci siamo resi conto subito, già dopo il primo inverno, che la scuola di sci poteva essere l’inizio».

RIOLUNATO I "cani randagi" stanno conquistando l’Appennino, testimone di una riscoperta: non è la natura che si riappropria degli spazi, ma l’uomo che riscopre il territorio. La base è a Riolunato e i componenti del branco insegnano a muoversi tra i monti a piedi, in bici e con le ciaspole. Un imprinting per il gruppo, nato circa quattro fa sul monte Cimone. «Siamo partiti come scuola di sci – ricorda Alessandro Bonfiglioli, maestro di snowboard e guida di e-bike – e abbiamo deciso di chiamarci “Stray dogs” ovvero cani randagi. Eravamo tutti un po’ randagi, nel senso che ognuno svolgeva le attività per conto proprio. Siamo partiti in due e ci siamo resi conto subito, già dopo il primo inverno, che la scuola di sci poteva essere l’inizio».


Da lì è stato tutto un susseguirsi di eventi, novità, voglia di allargarsi ad oltranza, ma sempre con il sorriso. «Non continuare con i progetti in estate era ridicolo – aggiunge Bonfiglioli – Così abbiamo aperto un’attività di noleggio di e-bike abbiamo coinvolto da subito le guide ambientali. Tutti i sabati sera organizziamo ciaspolate per i turisti. Ci siamo allargati e siamo tutti impegnati di più per qualificarci in sempre più aspetti».


Bonfiglioli in primis è maestro di snowboard, guida di e-bike e volontario del soccorso alpino. Nella squadra si trovano però anche maestri e allenatori di sci, guide di mountain bike e ambientali escursionistiche, istruttori di nordic walking, snowkite e persino kite surf, costruttori, istruttori e soccorritori del parco avventura, specializzati nella direzione della scuola sci e un’istruttrice di pallavolo, ma tantissimi componenti del team hanno più di due qualifiche. «Siamo professionisti a tutto tondo della montagna – rimarca Bonfiglioli – e ciò ci fa sopravvivere: abbiamo lavorato molto con le ciaspolate e le bici, facendo un buon lavoro. Possiamo contare su bici a pedalata assistita e altre tradizionali, che proponiamo per i centri estivi e con i ragazzini teniamo anche una scuola di mountain bike. Inoltre, abbiamo stretto un’ottima collaborazione con il Comune di Riolunato, dove svolgiamo attività anche al centro sportivo La Vallona. Organizziamo corsi di fitness, di skateboard, di tennis. Il nostro obiettivo è diventare un’agenzia di promozione degli sport».


Il grafico delle attività punta verso l’alto nonostante la pandemia. La propulsione alla crescita verso il futuro è sostenuta da un “carburante” antico: la via Vandelli. Il collegamento montano tra l’Emilia e la Toscana, tra Modena e Massa è tornato di moda nell’ultimo periodo. Gli Stray Dogs sono più che spettatori della riscoperta: ne sono co-artefici. Bonfiglioli spiega infatti che l’incremento delle attività dal marzo 2020 a oggi sugli storici sentieri è legato a un crescente desiderio di avventura, sia a piedi sia in bici.

«Abbiamo creato pacchetti turistici con Modenatur – ribadisce la guida di e-bike – ma dovevamo cercare anche nuovi percorsi. Ci siamo imbattuti nella via Vandelli grazie a Giulio Ferrari (autore di due testi in merito) e c’è venuta l’idea di vendere pacchetti di quattro giorni».
Un’idea che si è rivelata da subito vincente. «Siamo molto soddisfatti del progetto legato alla via Vandelli – assicura Bonfiglioli – In questo periodo vendiamo a Modenatur pacchetti di sette giorni e mini-tappe da 2-3-4 giorni. È un prodotto che interessa molto. La via Vandelli è transregionale: permette di attraversare varie culture e varie cucine. Pertanto, interessa molto e consente di assaporare tutto. Si conosce la differenza dei dialetti e si spiega la storia delle piccole comunità».


Un valore aggiunto è l’abbandonare il randagismo in favore di una comunità. «L’idea di lavorare tutti sotto lo stesso marchio funziona – garantisce Bonfiglioli – Abbiamo costituito una rete tra noi guide e i frutti stanno arrivando, ci siamo messi in rete tra di noi, facendo squadra e scegliendo di esplorare l’orizzonte». Il lavoro di gruppo prevede tante specializzazioni, non una rigida gerarchia. «Il più vecchio di noi ha 45 anni e siamo sparsi in tutto l’Appennino», incalza la guida. Un Appennino da conoscere e apprezzare prima di mostrarlo agli altri.
Gli Stray Dogs si rifanno agli insegnamenti di Cicerone: conosci il tema, le parole verranno da sé. «Ci siamo appassionati a trasmettere ai nostri clienti la bellezza dei nostri luoghi e dello sport – conclude Bonfiglioli – dell’emilianità e dell’accoglienza». —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA