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Modena. Siamo la terza città più cara d’Italia. Ristoranti e arredi fanno da traino

Inflazione annua all’1,7 per cento. Aumenti fino a 636 a famiglia. In calo la spesa per le comunicazioni 

Modena rimane una delle città più care d’Italia. Un dato confermato dall’Istat che ha reso noti i dati dell’inflazione nelle città con popolazione superiore ai 150mila abitanti. E Modena si piazza al terzo posto assoluto, con un aumento annuo dell’1,7 per cento che si traduce concretamente in una crescita della spesa supplementare pari a 454 per una famiglia media e 636 euro annui per un nucleo famigliare di 4 persone.

In testa alla classifica, elaboratata dallo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, c’è Bolzano, dove l'inflazione pari a +2,3% si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 732 euro, ma che schizza a 1.032 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Reggio Emilia, dove il rialzo dei prezzi è dell’1,9 per cento.


Tornando a Modena: il calcolo dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), sulla base dei prezzi rilevati sul territorio dal servizio Statistica comunale, secondo le disposizioni Istat, fa emergere con la crescita sia dello 0,4 per cento rispetto a maggio.

«In giugno – spiega una nota del Comune – risultano in aumento le divisioni: servizi ricettivi e di ristorazione (+ 1,9 %); mobili, articoli e servizi per la casa (+ 1,9 %); trasporti (+ 0,8 %); abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+ 0,2 %); abbigliamento e calzature (+ 0,1 %). Si registra invece un calo per comunicazioni (- 1 %) e bevande alcoliche e tabacchi (- 0,7%; prodotti alimentari e bevande analcoliche (- 0,3 %), altri beni e servizi (- 0,3 %) e servizi sanitari e spese per la salute (- 0,1 %). Ancora invariata, rispetto al mese precedente, la voce sull’istruzione; nessun cambiamento nemmeno per ricreazione, spettacoli e cultura».

Le divisioni “Mobili, articoli e servizi casa” e “Servizi ricettivi e ristorazione” (+ 1,9 % per entrambe) si dimostrano quelle con l’aumento percentuale più rilevante: per la prima voce, si registra un trend decisamente positivo di quasi la totalità delle classi di spesa; da segnalare specialmente i rialzi su: mobili e arredi, cristalleria e stoviglie, riparazione di mobili e arredi; calano solamente i piccoli elettrodomestici. Per la seconda, l’inizio della stagione estiva e l’allentamento delle misure restrittive portano a un netto incremento dei servizi di alloggio, che trascina tutta la categoria in positivo.

Per gli stessi motivi risulta in forte crescita anche “Trasporti” (+ 0,8 %): l’accelerazione delle spese sul trasporto aereo è accompagnata dagli incrementi del trasporto su rotaia, del noleggio di mezzi di trasporto e dai carburanti, che contribuiscono alla risalita della categoria.

Un lieve aumento riguarda infine “Abitazione, acqua ed energetici” (+ 0,2 %) e “Abbigliamento e calzature” (+ 0,1 %); per la prima voce, si riscontra l’ascesa delle spese condominiali, del gasolio da riscaldamento e dell’energia elettrica (nello specifico, l’energia a mercato tutelato rimane stabile, mentre cresce quella a libero mercato). Per la seconda, si nota che la divisione è quasi interamente invariata rispetto a maggio ma i rialzi sugli accessori (per esempio guanti e cravatte) determinano un modesto aumento complessivo.

La divisione che, al contrario, segna il calo più significativo è “Comunicazioni” (- 1 %), in conseguenza del decremento delle spese sugli apparecchi di telefonia fissa e mobile; in calo anche i servizi di telefonia. Un calo significativo interessa anche “Bevande alcoliche e tabacchi” (- 0,7 %), frutta di una “frenata” dei prezzi di vini, liquori e birre; sono stabili, invece, i tabacchi.

Calano dello 0,3 per cento vegetali, frutta, oli e grassi determinano, ma aumentano pane e cereali, latticini e ittici. In salita ci sono le assicurazioni relative alla salute, calano invece quelle sui mezzi di trasporto, oltre agli apparecchi elettrici per la cura della persona. Un lieve calo caratterizza anche l’andamento di “Servizi sanitari e spese per la salute” (- 0,1 %), per via dei lievi ribassi su prodotti farmaceutici e medicali, mentre sono stabili i servizi medici e ospedalieri.

Da segnalare infine che la divisione “Ricreazione, spettacoli e cultura” rimane invariata nonostante gli andamenti molto diversificati: nel dettaglio, aumentano le spese per gli apparecchi fotografici e audiovisivi; i servizi ricreativi, sportivi e culturali. Per contro, sono in calo i supporti di registrazione, le tv e i prodotti per animali domestici. —

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