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Carpi. Cantarono Bella Ciao, cambia l’accusa e il giudice chiede un nuovo processo

Non più “manifestazione non autorizzata” ma gli atti tornano ai pm: per gli antifascisti “adunata sediziosa armata”

CARPI. Il reato di manifestazione non autorizzata non è stato ravvisato a carico degli imputati, però, con un colpo di scena più unico che raro a detta di chi frequenta da decenni le aule di Tribunale, il giudice non ha deciso per un’assoluzione secca degli imputati, bensì ha rinviato le carte alla Procura perché si aprano le indagini per un altro reato: adunata sediziosa armata.

Di fatto, quindi, si riparte da capo nel giudizio di primo grado, con un’altra ipotesi di reato per 25 antifascisti, accusati di aver contestato, anche cantando inni quali Bella Ciao, il presidio di Forza Nuova il 4 agosto 2017, davanti alla palazzina che di lì a poco avrebbe ospitato migranti. Antifascisti, alcuni dei quali nel primo pomeriggio di ieri, erano in aula per la lettura del dispositivo di sentenza da parte del giudice Francesco Cermaria.


Sono quasi le 14.30 in aula 11, al secondo piano. Nelle sedie in fondo alla stanza prendono posto quattro imputati antifascisti. Il giudice si ritira qualche minuto prima della lettura del dispositivo che accende lo stupore generale.

La sentenza assolve uno degli antifascisti e per gli altri 25, salvo alcuni casi specifici, prevede che non si possa riscontrare il reato di manifestazione non autorizzata. Tuttavia, udienza dopo udienza, sarebbe affiorato materiale sufficiente per rimandare gli atti alla Procura per un altro reato: adunata sediziosa armata, previsto dai primi due commi dell’articolo 655 del codice penale. In gergo, si potrebbe riaprire un altro processo per gli stessi fatti “riqualificati” da una nuova ipotesi di reato. Due dei 25, inoltre, sono accusati di aver portato con sé armi o comunque oggetti atti a offendere, quel 4 agosto. Ed è da qui che l’adunata sediziosa diventerebbe per tutto il gruppo anche “armata”.

«La nostra arma è il cuore», esclama un’antifascista appena fuori dall’aula 11, spiazzata, come gli altri dalla sentenza, mentre l’avvocato Fausto Gianelli entra nei dettagli di quanto dichiarato dal giudice.

Il giudice ha presentato la richiesta anche per un imputato risultato dalle testimonianze assente e in un altro luogo, in quella serata. E ci sarà una nuova imputata, divenuta tale perché, mentre veniva ascoltata come testimone nelle udienze precedenti, ha “ammesso” di aver cantato. A questo punto, la Procura potrà archiviare o decidere di riaprire il caso.

Degli imputati, poi, ieri ne è stato condannato uno a sei mesi e 2mila euro di ammenda per “porto di armi improprio”, dato che aveva con sé un moschettone.

Condanne per i due imputati di Forza Nuova, rispettivamente di otto mesi e 300 euro di ammenda e sei mesi e 210 euro. Pena sospesa e non menzione della condanna per uno dei due. —