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Maranello. I lavoratori bloccano i cancelli: il macchinario resta all’Ondulati

La ditta delocalizzata nel Mantovano: la proprietà voleva smontare un’attrezzatura nei capannoni «Abbiamo mandato un messaggio chiaro, ora serve un percorso di uscita per i dipendenti» 

MARANELLO. «L’obiettivo era mandare un segnale, un segnale forte. Ci siamo riusciti». Chi parla è Francesco Somma, Rsu di Ondulati a Maranello. Ieri, davanti ai cancelli dell’azienda, è andato in scena un picchetto. Dalle 4,30 alle 11,30. Chiaro il già citato obiettivo: non permettere a una ditta esterna di smontare e trasportare via dai capannoni un macchinario.

La vicenda Ondulati è nota, ma per un breve riassunto basta affidarsi al comunicato dalla Cgil che entra nel dettaglio anche sui motivi della manifestazione “voluta dai lavoratori e sostenuta dalla Rsu insieme alla Slc/Cgil” e finalizzata “a contrastare il trasferimento di un macchinario che segna l’inizio di un effettivo percorso di chiusura dell’azienda sul territorio di Maranello per trasferirsi a Castelbelforte in provincia di Mantova. L’addio dell’Ondulati (dopo la vendita dello stabilimento a Ferrari Auto Spa) era stato dichiarato dalla stessa proprietà nella persona di Bruno Zago il 19 maggio scorso. Tutto dopo 5 mesi di trattativa al tavolo regionale per trovare una sede alternativa sul territorio del distretto, sino ad arrivare a rifiutare anche la sede Ricchetti da lui stesso proposta”.


«Quel macchinario – spiega Somma – era vecchio, inutilizzato da alcuni anni. Inutilizzato, ma comunque un simbolo. Dovevamo dare questo segnale forte e credo sia arrivato. Credo che ormai, purtroppo, i giochi siano fatti. La decisione di delocalizzare è stata presa, ma adesso serve un accordo e un programma che definisca con precisione l’uscita dei dipendenti da questo percorso». E così gli stessi lavoratori, un’ottantina, si sono ritrovati ieri mattina davanti ai cancelli. Lo hanno fatto e hanno evitato che quel macchinario simbolo fosse trasportato via. Ad un certo punto la squadra addetta allo smontaggio è riuscita anche ad entrare nello stabilimento: «Ma abbiamo trovato un accordo e nulla è stato toccato. I camion sono ripartiti vuoti. Quello che volevamo e che doveva essere».

«L’iniziativa è riuscita – dice Cesare Pezzolla di Cgil – il messaggio è arrivato forte chiaro: il dottor Zago non può fare quello che vuole e non tenere conto degli effetti delle sue decisioni. Qui a Modena le cose si fanno seguendo percorsi chiari. Questo è un segnale non solo per l’Ondulati, ma per gli imprenditori che hanno intenzione di agire come il dottor Zago».

Così Sabrina Vaccari (Slc/Cgil): «Attendiamo una convocazione dal Mise per pianificare una concreta trattativa di “accompagnamento” dei lavoratori. Smontare quel macchinario sarebbe stato un atto significativo, non importa se l’utensile era vecchio e non utilizzato da un po’ di tempo. Il presidio-manifestazione di ieri è stato determinate per mandare quel messaggio che già è stato ampiamente citato». —

E.B.

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