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L’associazione di vignola I viaggi di Etcetera Si scoprono i tesori con quattro guide

VIGNOLA.. «Un’escursione niente male, un po’ teatrale». Nelle terre dei Castelli la storia si illustra in modo tridimensionale: merito di Etcetera, la cooperativa esclusivamente al femminile. Le componenti sono Monja Albani, Morena Orsini, Irene Di Pietro e Irene Manzini. «Siamo quattro ragazze – spiega la vice presidente Di Pietro – e tutte le nostre collaboratrici sono donne».


La sensibilità “rosa” si accompagna allo studio del territorio e del modo migliore per tramandare le gesta del passato. Qualche esempio sarà chiarificatore. A Castelvetro il gruppo ha animato “Il cimitero napoleonico di Levizzano” durante la rassegna Castel Nero; al museo dell’Aceto balsamico tradizionale di Spilamberto Etcetera ha organizzato la lettura “La parola alle botti”; “Le visioni del Borgo segreto” è il titolo dell’escursione teatralizzata per la rassegna “Guiglia: i piccoli tesori”. Una seconda escursione teatralizzata s’è snodata tra Denzano e il monte delle Tre Croci con “La pellegrina oscura”, prima tappa del percorso culturale “Racconti di antiche pietre”.

«Organizziamo visite ed escursioni guidate – rivela Di Pietro – ma il nostro punto forte sono le teatralizzazioni. A partire da quest’anno abbiamo svolto parecchi eventi per far conoscere il territorio attraverso il teatro. Quest’anno, ad esempio, abbiamo avviato anche un progetto sulla via Romea Nonantolana, che abbiamo intenzione di proseguire anche in futuro».


Le prime tappe sono state mosse nel 2015 sul territorio comunale vignolese, ma nel corso degli anni il gruppo s’è però allargato. Gli itinerari alla Rocca vignolese, al Palazzo Contrari-Boncompagni e al museo del cinema Antonio Marmi sono stati così affiancati alle visite ai castelli di Levizzano e di Spezzano, ai borghi di Castelvetro e Savignano, Spilamberto e Samone, alle pievi di Trebbio e Rocca di Santa Maria, a Montese, Montebonello e Sestola, all’abbazia di Nonantola e al centro storico di Modena. Guiglia, Zocca, Pavullo, Serramazzoni, Fanano, Pievepelago, Castelvetro, Vignola e Modena sono invece i Comuni interessati dalle escursioni naturalistiche organizzate da Etcetera, che predispone altresì tappe sul versante bolognese dell’Appennino.


I percorsi sono differenti, ma la ricetta per la squadra è la stessa: studiare prima di ogni tappa. «È molto importante che chi si affida a noi sia accompagnato nel vero senso della parola – sottolinea Di Pietro – Ciò non significare soltanto dare informazioni storiche e artistiche, ma anche far sentire le persone a casa». Il quartetto desidera così predisporre percorsi su un mare chiamato cultura. Il cammino è un elemento evidente già dal motto della cooperativa: “e via andando”. «È un augurio – osserva la vicepresidente – e richiama l’immagine della persona che cammina».


Nei social compare la parola “lab” al fianco del nome della cooperativa. «Indica il laboratorio, la fucina di cervelli. Il nome dell’associazione nasce un po’ per caso: cercavamo qualcosa che riguardasse la nostra terra, ma che comprendesse l’idea che facessimo anche tante altre cose – ammette la vicepresidente – Così abbiamo pensato a “Etcetera”, ovvero tutte le altre cose. La suggestione latina ci è piaciuta molto. Nelle visite guidate è comune l’esperienza di non riuscire a trasmettere tutte le informazioni. “E così via” rappresenta un modo per passare da un monumento all’altro, da un paesaggio al seguente». La locuzione però non sottende l’impreparazione delle guide, tutt’altro. La cooperativa ha infatti investito molto nello studio del territorio anche durante la pandemia. «Abbiamo approfittato dell’esperienza del lockdown per ricercare informazioni – ribadisce Di Pietro – e per studiare. A un tratto c’è stato impossibile fare i sopralluoghi e reperire i materiali, ma siamo andate avanti lo stesso. In tal modo, siamo riuscite a organizzare un calendario molto ricco per il periodo successivo».


Gli eventi sono caricati sul sito e sulle pagine social della cooperativa e i risultati ottenuti sinora sono salutati con favore. «La risposta del pubblico è stata ottima. Il pubblico tende a fidelizzarsi molto e gli appuntamenti piacciono tanto anche ai giovani. Il colpo di coda per la pandemia si sente sicuro, ma l’importante è rimanere persone ottimiste e non arrendevoli». —