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Modena. Green pass accostato al nazismo Bufera sul consigliere della Lega

Bertoldi spiega: «Solo un monito per i cittadini». Bortolamasi (Pd): «La destra cerca voti tra i no-vax»

Giovanni Balugani

MODENA. Quella “J” rossa sul passaporto aveva un significato preciso nella Germania nazista: Jude. Ebreo. Il consigliere della Lega Giovanni Bertoldi ha paragonato quel simbolo al Green Pass vaccinale. Lo ha fatto su Facebook.


«Una provocazione», dice il leghista. «Un monito a tutti i cittadini che rischiano di essere privati della loro libertà sancita dalla Costituzione».

Quando gli si fa presente che quella J rossa rappresenta una delle pagine più tristi della storia, Bertoldi spiega: «Il mio vuole essere un avvertimento, perché le cose passano piano piano e si scivola in uno Stato sempre meno democratico e meno libero». Bertoldi per questo motivo invoca la Costituzione: «I cittadini devono essere allerta, la difesa della democrazia non si ferma mai. E la partecipazione alla vita della res pubblica è fondamentale. Per questo amo ricordare che la nostra Costituzione, che riconosce i nostri diritti naturali, è stata fatta per i singoli cittadini che devono essere in grado di usarla come se fosse un’arma, una difesa, uno scudo nei confronti dello Stato quando, seppur per motivi giustificati, tende a essere troppo invadente».

Il Green Pass sembra essere uno di quei casi: «Io ritengo che possa essere uno strumento valido per i grandi eventi, non certo per la vita di tutti i giorni, come ad esempio l’uscita al ristorante o al bar».

L’ultima domanda è d’obbligo, Bertoldi si è vaccinato? «Non ancora – spiega il consigliere della Lega che di professione è dentista – ho fatto domanda e devo farlo tra pochi giorni. Ho atteso poiché so che Pfizer sta lavorando a un farmaco specifico per le varianti, ma ancora non è stato commercializzato. Quindi mi farò quello canonico».

Durissima la replica di Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Pd: «Diversi esponenti politici giocano con leggerezza a evocare le pagine più buie del Novecento, dalla Shoah al nazismo, montando un clima di odio e intolleranza irricevibile. Lega e Fratelli d’Italia hanno prima lisciato il pelo ai no-mask e ora fanno lo stesso con i no-vax per raccattare qualche voto. Lo vediamo quotidianamente da Salvini che blatera sui 18enni inseguiti da una siringa a FdI che invita gli under 40 a non vaccinarsi, non si sa perché». L’attacco è anche una sfida sul piano delle idee: «Dicono no al Green Pass – prosegue Bortolamasi – sarebbe bello capire quale soluzione propongono per contrastare la pandemia. A meno che non pensino che il Covid sia un’invenzione. Siamo di fronte a un delirio che viene amplificato dai social. Un delirio pericoloso che denota mancanza di memoria storica. La risposta è la responsabilità: quindi vaccino e utilizzo intelligente del Green pass. Dobbiamo gestire e convivere con il virus per evitare altre chiusure. Messaggi come quello di Bertoldi non possono essere fatti passare in cavalleria. Oltre alla Delta, a me anche la variante verde della Lega e quella nera di Fratelli d’Italia preoccupano molto». —

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