La lunga ombra del riciclaggio sulla ripresa: +25% di passaggi sospetti

A Modena 647 segnalazioni nei primi sei mesi del 2021: sono 13 episodi al giorno. Emilia Romagna a +40,8%

Daniele Montanari

MODENA. Si levano ombre sempre più inquietanti sulla ripartenza economica post lockdown, tanto in regione quanto in provincia. È allarme sulle operazioni di riciclaggio che hanno segnato questo primo semestre 2021, con un incremento di segnalazioni davvero spiazzante: +40,8% in Emilia Romagna rispetto allo stesso periodo gennaio-giugno 2020, e +24,9% in provincia di Modena.


L’assoluta rilevanza dei dati e del fenomeno hanno condotto la Banca d’Italia, attraverso la sua Unità d’Informazione (Uif), ad accelerare l’uscita dei dati: già pubblicato il report del primo semestre. Che fotografa evidenti implicazioni illegali e malavitose nella difficile fase di riavvio economico. In Italia le segnalazioni di sospetto riciclaggio sono aumentate del 32,5%, passando dalle 52.967 del primo semestre 2020 alle 70.157 del primo semestre 2021. E l’Emilia Romagna risulta la quarta regione a trainare questo incremento: le 3.481 segnalazioni di inizio 2020 sono diventate 4.902 in questo avvio 2021, con un +40,8% appunto. Davanti solo Lombardia, Campania e Lazio. La Calabria è dietro.

All’interno della regione, Bologna è la prima provincia con 1.105 casi segnalati, Reggio Emilia è al secondo posto con 723 e poi c’è Modena con 647 casi. Che rispetto ai 518 di inizio 2020 fotografano un incremento secco del 24,9%. Sono tantissime 647 segnalazioni nell’arco di sei mesi. A uno sguardo generale di calendario, sui 181 giorni vogliono dire 3,57 al giorno. Ma se togliamo i 31 giorni festivi che ha avuto il semestre e teniamo conto che una giornata lavorativa di 8 ore è in realtà un terzo del giorno, i 647 casi vanno divisi per 50. Il che vuole dire, nell’arco lavorativo, 13 episodi di sospetto riciclaggio al giorno nella nostra provincia negli ultimi sei mesi.

Ma sono solo segnalazioni, si potrebbe dire. E qui la stessa Banca d’Italia evidenzia che in realtà sono molto di più. Dati alla mano infatti, solo l’8,4% dei casi sollevati in questo primo semestre in Italia è risultato “non rilevante”. Per tutto il restante 91,6% è stato valutato un chiaro interesse finanziario che ha condotto a passare i report alle Procure competenti sul territorio, con l’apertura di fascicoli d’indagine.

Si tratta quasi sempre insomma di segnalazioni autorevoli e circoscritte. Che però sono ancora troppo poche, perché accanto a chi fa il proprio dovere c’è chi lascia forti dubbi. Delle 70.157 che sono state fatte in Italia fino a giugno, la maggioranza (39.287) risulta inviata da banche e poste. A seguire intermediari e operatori finanziari (23.439), Istituti di Moneta Elettronica (10.192) e Ip (10.119). Forte l’aumento dei notai: dalle 1.561 di inizio 2020 alle 2.479 di ora. Dai commercialisti invece nel primo semestre 2021 ne sono arrivate 136, e dagli avvocati solo 16. In tutta Italia. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA