Modena, cani e gatti tenuti in una baracca: chiesta la condanna

L'imputata è una donna di 51 anni che accoglieva tutti gli animali abbandonati che le venivano portati

Accoglieva nella sua baracca tutti gli animali abbandonati che le portavano. Lo stato di incuria in cui si trovava a vivere, tuttavia, si rifletteva anche sugli animali e per questo, ieri, il pubblico ministero ha chiesto al giudice il pagamento di un’ammenda.

Ha dovuto superare numerose difficoltà da quando ha raggiunto l’Italia la 51enne I.T., imputata per maltrattamento animali. La signora risulta, infatti, priva di dati anagrafici che aiutino a ricostruire la sua identità.


Per questo, per la difficoltà nel reperire il codice fiscale, riscontra numerosi problemi anche con l’Ausl al momento di effettuare visite ed esami.

I. T. accoglieva cani e gatti di cui si sbarazzavano altri proprietari e si offriva di accudirli.

Gli agenti della Polizia locale si sono accorti di questa situazione durante un controllo urbanistico.

Verificata la situazione in cui la donna viveva, la Polizia locale ha riscontrato che anche gli animali erano in condizioni precarie. Pertanto si è aperto il caso anche dal punto di vista giudiziario con l’imputazione per l’articolo 727, secondo comma, del codice penale che parla di animali detenuti «in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».

La 51enne è finita a processo per maltrattamento di animali. L’avvocato difensore, Domenico Ippolito, sostiene come non esista prova che i cani e i gatti si siano ammalati nel periodo di permanenza presso la baracca della donna che, nel frattempo, si è trasferita da Modena a Bologna.

L’avvocato ha chiesto al giudice Francesco Cermaria l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. A prova di ciò, i sette cani e i quattro gattini in un primo tempo sequestrati, sono stati poi restituiti. Il pm, invece, ha chiesto 800 euro di ammenda. —

Serena Arbizzi

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