Modena, i ristoranti e i dubbi sul green pass: «Assurdo, noi non siamo gendarmi»

Tra la clientela invece sono molti a essere d’accordo: «Il vaccino è l’arma per ritrovare una nuova libertà»  

Non sono d’accordo la maggior parte dei ristoratori modenesi sull’introduzione del green pass per poter mangiare all’interno dei ristoranti. Norma che potrebbe essere introdotta già a partire dal 26 di luglio.

«A me pare davvero assurdo – afferma Danilo Battilani, titolare del noto ristorante da “Da Danilo” a Modena – vista anche la confusione che si sta generando. Ma ci si rende conto a cosa si va incontro a livello organizzativo e logistico? A che tipo di responsabilità siamo sottoposti noi ristoratori? Ma poi, come faccio a controllare? E se mi arriva una persona che ha il green pass e l’altra che non ce l’ha? Devo lasciare fuori quella che non ce l’ha? Personalmente sono per una campagna di informazione più chiara, meno allarmistica e che non promuova, per fare audience, lotte tra virologi che creano solo confusione e fanno spaventare la gente con il risultato che molte persone hanno paura e non si vaccineranno». Della stessa idea è anche Antonio Iacuzzi, titolare di Hamburgheria XX.09 di piazza XX settembre che aggiunge: «Non si creda che la ristorazione sia ripartita così alla grande, anzi. Nel mio caso, con la mancanza di turisti, sto lavorando davvero poco, e se introducono questa restrizione per la clientela il rischio è che di nuovo la gente si senta impaurita e demotivata ad andare al ristorante, prediligendo cene in casa a cui tutti possono liberamente partecipare e dove le norme di sicurezza vengono a mancare».


«A questo punto io sono favorevole all’obbligo vaccinale – sottolinea Erica Chiaravelli del Bar Pavarotti di via Emilia centro a Modena – noi titolari di pubblici esercizi non ci possiamo mettere a fare i gendarmi ma nello stesso tempo non ci possiamo permettere "buttafuori" sulle porte che controllano i green pass».

Ad esprimersi sull’introduzione di questa restrizione anche le associazioni di categoria: «L’obbligo di green pass è meglio della chiusura forzata, ma non è una soluzione indolore, e avrà un grave impatto sulle attività economiche», così avvisa Catia Fornari, neopresidente Fiepet-confesercenti, la federazione italiana esercenti pubblici e turistici.

Se Confesercenti stima in generale che, a seconda della modulazione che verrà scelta, restringere l'accesso ai soli possessori del pass «rischia di far perdere 1,5 miliardi di fatturato alle attività turistiche e pubblici esercizi, con una perdita di 300 milioni di euro di fatturato per i soli bar e ristoranti. Favorire la massima copertura della popolazione con le vaccinazioni deve essere una priorità, ma non si utilizzi il certificato come arma».

Ma i clienti cosa ne pensano? Contro ogni aspettativa la maggior parte delle persone che ieri pranzavano nei tanti ristorantini del centro città si sono dichiarati pronti e favorevoli alle nuove restrizioni e già stanno girando con il documento in borsa o sul cellulare. «Sono d’accordo – dice sicura Alessia De Filippo, musicista di Brescia, a Modena per lavoro – dobbiamo fare di tutto affinché non ci richiudano mai più. Non ho lavorato per mesi! Sono convinta che la maggior parte delle persone che si sono vaccinate lo abbiano fatto non solo per tutelare se stesse ma per un grande senso di responsabilità, seppur magari con dubbi e timori. Ora, il vaccino è l’arma che in questo momento abbiamo a disposizione per contrastare il virus, è giusto usarla per preservare anche i soggetti più fragili che presentano controindicazioni ed è giusto quindi che si possa frequentare i luoghi pubblici in sicurezza». Concordano anche Giacomo Trevisani e Alfredo Pezzella. Entrambi ritengono di non vedere il green pass come una privazione di libertà ma come la via verso una nuova libertà più responsabile e consapevole.

C’è anche chi dice no: «Non lo trovo giusto e non mi sono vaccinato», dichiara Water Deon turista svizzero. Mentre Giuseppe Pierro, ristoratore di “Sosta emiliana” di piazza XX settembre è pronto a controllare i clienti: «Con la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi le persone avranno il green pass sul cellulare e noi ristoratori ci metteremo esattamente tre secondi a controllare. Non vedo giustificazione a tanto allarmismo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA