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Modena. Oli lubrificanti Evasione e frode da otto milioni

MODENA. Avevano instaurato un ponte con la Bulgaria per far arrivare grande quantità di olio lubrificante in Italia dal Belgio e sottrarre così milioni di euro. Ma l’Ufficio delle dogane di Modena ha scoperto l’inganno e, nel corso di un’accurata indagine, i funzionari sono riusciti a ricostruire il giro tortuoso di quegli oli, tanto che si è arrivati alla condanna in Tribunale a Modena dei responsabili della frode.

Gli oli lubrificanti in questione provenivano da diversi paesi dell’est Europa ed erano destinati a una società di Modena. In particolare, l’acquisto partiva in Belgio e veniva effettuato da una società bulgara fittizia.


Una volta comprato il prodotto, questo veniva spedito in Italia e, tramite la “triangolazione”, si poteva evadere l’imposta. Un meccanismo collaudato e studiato nei minimi particolari dai professionisti del raggiro.

Le somme, come accennato, sono, infatti, consistenti. Si parla di un’evasione, accertata, di accise e Iva che, complessivamente, ammonta a otto milioni di euro. Le sanzioni superano i sette milioni.

L’ufficio doganale di Modena, in collaborazione con i carabinieri e nell’ambito di un accordo di cooperazione amministrativa con altri statiI, è riuscito a ricostruire la tecnica impiegata e a risalire agli autori della frode.

Questi sono stati condannati nei giorni scorsi dal tribunale di Modena, a due anni e quattro mesi di reclusione, come illustra l’Agenzia delle accise di Modena, dettagliando i vari aspetti dell’operazione.

La convenzione Napoli II è stata fondamentale nella buona riuscita dell’operazione. Questa riguarda la “mutua assistenza e la cooperazione tra le autorità nazionali per quanto riguarda la prevenzione, l’accertamento e la repressione di determinate violazioni delle norme doganali nazionali e dell’Unione europea”.

In sostanza è una norma che prevede la collaborazione tra i vari Paesi dell’Unione, come quelli in cui si è verificata la “triangolazione” a causa della quale i truffatori avevano potuto mettere in atto il piano che ha portato alla frode per milioni di euro, smascherata dall’Ufficio delle dogane modenese. —

Serena Arbizzi

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