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Covid, a Modena  non vaccinati 7 degli 8 ricoverati «Chi ha più di 60 anni rischia ancora tanto»

Il direttore della Medicina interna del Policlinico Antonello Pietrangelo «Variante Delta vicina al 50%, ma il quadro clinico è lo stesso» 

MODENA. Per il momento i numeri sono ancora troppo bassi per elaborare una statistica attendibile. Del resto, qualsiasi medico accetterebbe volentieri a lungo questa “mancanza”, anche perché le terapie intensive sono vuote, mentre in degenza ordinaria restano solo 8 pazienti Covid positivi.

Se da una parte l’esplosione della variante Delta ha portato ad un aumento dei contagi da Covid anche in provincia di Modena, dall’altra i dati sui ricoveri restano particolarmente positivi. Lo sa bene il professor Antonello Pietrangelo, direttore della Medicina interna dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena.


Professor Pietrangelo, qual è la situazione dei ricoveri?

«La situazione è molto migliorata rispetto al recente passato: al momento al Policlinico abbiamo 8 pazienti ricoverati, tutti in degenza ordinaria a Medicina interna, mentre non ci sono pazienti in terapia intensiva o semintensiva. Quello delle degenze ordinarie è un numero particolarmente positivo, perché fino a pochi giorni fa i pazienti erano più del doppio, mentre nei mesi scorsi solo al Policlinico erano 6-7 volte tanto».

Pochi ricoverati, ma con quale quadro clinico?

«Il quadro clinico è gestibile per tutti i pazienti ricoverati. Si tratta di un ottimo risultato, anche perché in questo momento è vero che i contagi stanno crescendo, ma i decessi sono calati drasticamente, così come i ricoveri. Del resto, più cresce il numero dei vaccinati, più cala il rischio di vedere arrivare pazienti che sviluppano una malattia grave».

Il vaccino, appunto: quanti degli 8 ricoverati non lo avevano ancora fatto?

«Degli 8 pazienti ricoverati, uno solo aveva già ricevuto la somministrazione: si tratta però di una paziente fragile, la cui positività è stata scoperta in seguito al ricovero per la frattura del femore, dal momento che è completamente asintomatica. Gli altri 7 pazienti non sono vaccinati: in ogni caso, la cosa importante ora è che per tutti il quadro sia gestibile in degenza ordinaria».

Il fatto che il vaccino non protegga al 100% dal contagio è uno dei fattori che portano tante persone a non prenotare la somministrazione: cosa ne pensa?

«Chi si vaccina è protetto all’85-90% dalla malattia, e per una percentuale ancora più alta dalle conseguenze gravi. Chi non si vaccina, invece, ha una protezione... a zero: direi che la differenza è evidente».

Tra i problemi che nasceranno a breve c’è quello dei rientri dalle vacanze.

«Il problema c’è già: tra i ricoverati c’è una persona il cui figlio è rientrato da una vacanza al mare, e con la variante Delta ha contagiato tutta la famiglia».

Qual è l’età media dei ricoverati?

«Abbiamo anche ricoverati giovani, ma l’età media è ancora sui 60 anni perché abbiamo pazienti anziani. A proposito di over 60, oggi non abbiamo ancora raggiunto gli obiettivi di copertura vaccinale: questa resta la fascia più a rischio in caso di contagio, quindi si può e si deve fare meglio».

E poi c’è la Delta: quanti dei ricoverati sono positivi a questa variante?

«Anche sul territorio provinciale siamo vicini al 50%: al momento 3 degli 8 pazienti sono positivi a questa variante, mentre uno è stato contagiato da quella inglese, e per gli altri la carica virale è troppo bassa per poter distinguere il ceppo. La variante Delta si distingue senza dubbio per la maggiore infettività e virulenza, ma al momento il quadro clinico non sembra diverso da quello degli altri pazienti». —

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