Contenuto riservato agli abbonati

Modena, il caso Madonnina. Il comitato incalza: «Via Zarlati, la fonderia chiuda da settembre»

RespiriaMo: «L’autorizzazione non sarà rinnovata, è finita» Cgil: «Lavoratori vittime sacrificali di questa situazione» 

MODENA. «La fonderia chiuda da settembre». Il comitato RespiriaMo Aria Pulita Modena coglie l’assist sindacale per rispolverare lo striscione con “Anche prima”. Il termine è relativo alla fine dell'attività nell'impianto di via Zarlati, prevista entro il 31 gennaio 2022.

«Tutti i tavoli sulla partecipazione sono saltati - attacca il legale Chiara Costetti, portavoce del comitato - e i sindacati hanno sancito la parola “fine” per il protocollo. Hanno dichiarato che i lavoratori sono carne da macello, non si capisce per quale ragione la fonderia debba rimanere».


Da quanto rilanciato dalla Fiom-Cgil, ieri l’azienda avrebbe deciso di non rinnovare la richiesta di autorizzazione integrata ambientale (Aia), in scadenza nel gennaio 2022. «La tutela dei lavoratori non può passare attraverso proroghe sull’Aia - argomenta Costetti - non ha senso che l’impianto vada avanti a settembre». Il comitato ribadisce la linea della Fiom-Cgil. «Sapevamo fin dall’inizio che nella partita tra Fonderia e Comune gli abitanti del quartiere Madonnina sarebbero stati usati strumentalmente - la posizione espressa dal sindacalista Fiom-Cgil Paolo Brini - e i lavoratori sarebbero diventati le vittime sacrificali». Segue una critica. «Difendere la salute e l’ambiente è essenziale, così come sarebbe stato necessario spostare l’attività di fusione in altro luogo ed ammodernarla con impianti e forni elettrici di nuova generazione per eliminare l’impatto ambientale - aggiunge Brini - questo avrebbe implicato un investimento di almeno 30 milioni di euro. Né l’azienda né il Comune hanno mai avuto alcun interesse nel provare a percorrere questa strada». «L’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha detto a maggio che stavano cercando il capannone - l’eco di Costetti - quando era evidente che non era nelle previsioni di dislocazione».

Il comitato rivendica più coinvolgimento per il futuro dell’area. «Dovremo affrontare il discorso della bonifica e della riqualificazione - aggiunge l’avvocato - perché avvengano con modalità sostenibili». Intanto, la nuova Diagonale di prossima inaugurazione crea sensazioni contrastanti. «Nelle ultime due settimane siamo stati contattati tutte le sere da cittadini che la utilizzano - riconosce Maurizio Ruopolo, membro del comitato - Quando arrivano in prossimità delle fonderie sentono la stessa puzza stagnante. La situazione è angosciante». —

G.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA