«I dati del traffico sono chiari: è la Fondovalle la priorità viaria»

Il sindaco di Sestola Bonucchi rilancia la richiesta di adeguare la Sp 4 a fronte dei volumi turistici ma anche di un forte sviluppo industriale 

l’intervento

Sestola. Rilancia la questione Fondovalle Panaro il sindaco di Sestola Marco Bonucchi, in quest’estate in cui, come mai prima, in montagna si è sollevata la questione viabilità , con i riflettori accesi su tre progetti sperando nei fondi europei: il prolungamento dell’Estense da Pavullo (Pratolino) a Strettara (Montecreto) voluto dall’alto Frignano, l’adeguamento della Cerredolo-Ponte Dolo-Ponte Dragone (la Sp 486) chiesto dall’Appennino Ovest e appunto il restyling della Fondovalle Panaro (Sp 4) cruciale per Fanano e Sestola ma anche per l’area Est (Guiglia, Zocca e Montese).


«È giusto e sacrosanto che ogni territorio manifesti le sue esigenze – sottolinea Bonucchi – ma poi arriva il momento di fare le scelte. E io credo che le scelte vadano fatte sulla base di dati oggettivi: è innegabile che la Fondovalle Panaro supporti il più grande flusso automobilistico verso la montagna. L’80% del traffico turistico, come ho già avuto modo di dire, sia in estate che in inverno, per via dello sci. Ma anche un importantissimo traffico industriale che negli ultimi anni è sensibilmente cresciuto grazie agli investimenti fatti da imprenditori illuminati in particolare nella zona di Trentino (Pink, Cep, Italtractor, ndr) raggiunta direttamente dalla Fondovalle».

Un traffico che si scontra con la realtà di un’arteria che in particolare nel tratto che va da Marano al ristorante Da Martino non è assolutamente in grado di fare scorrimento. «È tutto rimasto uguale dall’epoca in cui fu costruita – sottolinea Bonucchi – negli anni ’80-’90 quando con lo sviluppo del Cimone si ponevano già chiaramente nuove esigenze, non è stato fatto nemmeno uno straccio di progettazione, nonostante l’evidente necessità innanzitutto di rettificare alcuni tratti. Adesso è il momento di metterci mano, di recuperare il terreno perduto in un momento cruciale per la montagna. Parlo per i paesi del Cimone ma anche per tutta la realtà economico-turistica che ruota nella zona Est, tra Guiglia, Montese e Zocca, a partire dal turismo rock legato a Vasco».

«Ci sono i volumi turistici, c’è uno sviluppo industriale che è la garanzia di permanenza sul territorio per tante famiglie: è chiaro che nel mettere mano alla rete stradale bisogna cominciare dalla Fondovalle – rilancia Bonucchi – perché se è vero che sono legittime le aspirazioni di tutti, è altrettanto vero che in ogni pianificazione d’intervento viario si parte dal monitoraggio dei dati di utenza. E quelli sono indiscutibilmente a favore di chi, come me, considera la Fondovalle una priorità strategica». —

D.M.

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