Modena, il prof. Cossarizza:«Varianti nate dal vaccino? Una grande sciocchezza»

L’immunologo Unimore Andrea Cossarizza: «La “Indiana” esiste da novembre Oggi troppe persone hanno rimosso quello che è successo a primavera 2020»

MODENA Ricorda che «la scienza è una cosa seria», e che di conseguenza «le persone, medici compresi, devono parlare solo di argomenti che conoscono bene».

E poi fa notare che «la nuova normalità deve essere davvero nuova, quindi tutti noi dobbiamo modificare i nostri comportamenti per tornare a fare le cose di prima».

All’indomani dell’intervento dell’ex direttore del Pronto soccorso Daniele Giovanardi sui vaccini anti-Covid, a parlare è il professor Andrea Cossarizza, immunologo Unimore. E se oggi parte del mondo no-vax sostiene che le varianti sarebbero state causate proprio da una risposta del virus al vaccino, il professor Cossarizza invita tutti «al buonsenso: la variante indiana esiste da novembre 2020, e le altre sono nate ancora prima, quando i vaccini non c’erano. Del resto, il vaccino impedisce al virus di replicarsi, e quindi di mutare, cioè di commettere gli errori casuali che fanno nascere le varianti. Non ha alcun senso dire che sono stati i vaccini a causare le varianti, che anzi sono nate e si sono diffuse in un momento di forte contagio».

Tra gli argomenti “forti” dei no-vax c’è anche il fatto che anche a ciclo completato non ci si può considerare immuni al 100%: «Nulla al mondo dà il 100% di protezione o di probabilità di guarigione da una malattia, si pensi alle persone con un sistema immunitario debole o compromesso da terapie - riprende Cossarizza - quello che sappiamo, però, è che con il vaccino la riduzione dell’infezione è molto buona. Parlando di numeri, la vaccinazione completa difende dalla malattia grave al 90-95%. Per quanto riguarda la trasmissione, il vaccino impedisce la replicazione del virus, che al limite può albergare nelle prime vie aeree, dove la risposta immunitaria è meno forte, ma comunque presente. Il che significa che la possibilità di trasmetterlo è molto più bassa rispetto a quella di un non vaccinato».

Tra le persone che non si sono vaccinate ci sono però anche tanti indecisi - i cosiddetti “boh vax” - che hanno paura degli effetti collaterali della somministrazione: «Capisco la ritrosia di farsi iniettare qualcosa in un braccio quando si sta bene - fa notare l’immunologo Unimore - ma a queste persone ricordo che in Italia abbiamo avuto oltre 120mila morti a causa del Covid, senza contare quelli dovuti al fatto che i servizi erano ridotti e gli ospedali strapieni. Capisco anche i timori relativi agli effetti collaterali di alcuni vaccini, dal fastidio al braccio a qualche giorno di febbre, ma i vantaggi della vaccinazione sono infinitamente superiori ai problemi dati dai possibili effetti collaterali. Oggi non “vediamo” più malattie infettive come il vaiolo e la poliomielite - chiude Cossarizza - semplicemente perché le persone sono state vaccinate e i vaccini hanno funzionato. Ma forse per tante persone c’è stato un fenomeno di rimozione di quello che è successo nella primavera 2020, quando tutti avremmo dato qualsiasi cosa pur di avere un vaccino». —

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