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Modena. Via Tignale del Garda, esplode la rabbia «Le nostre vite stravolte dai lavori»

Residenti contro il progetto di interramento dei garage: «La cooperativa ignora le nostre perplessità»

MODENA Pensano alla signora Ines, che tutte le sere dovrà scendere al piano interrato per prendere l’acqua. E poi al signor Carlo, che a 85 anni dovrà cercare un parcheggio lontano da casa per tutta la durata dei lavori. Che poi uno dei temi principali è proprio quello: quanto dureranno i lavori? Di sicuro non poco, visto che il palazzone ospita 81 appartamenti e ci sarà da interrare tutti i garage, mentre ognuna delle cinque unità che compongono il grande complesso cambierà faccia, con la realizzazione di scale e ascensori esterni.

Al centro c’è ancora la palazzina beige e arancione di via Tignale del Garda, dove la cooperativa Unicapi ha deciso di avviare una serie di importanti lavori di riqualificazione e di messa in sicurezza che beneficeranno di parte dei fondi del programma nazionale Pinqua. Ma al centro ci sono soprattutto loro, le famiglie assegnatarie degli 81 appartamenti - al momento una decina sono vuoti - che dopo la lettera inviata al sindaco e l’incontro del 5 luglio scorso continuano a dire “no” al progetto della cooperativa. Un concetto ribadito anche ieri, quando i soci-assegnatari si sono riuniti davanti al complesso insieme all’avvocato Canio Iungano e ai consiglieri di opposizione Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia), che ha portato il caso in Assemblea, e Beatrice De Maio (Lega).

«Io vivo all’11esimo piano - spiega Erika Milanesi - e siamo tutti molto preoccupati perché vedremo radicalmente modificata la nostra quotidianità, e di fatto vivremo in un cantiere per diversi anni, vista la mole dei lavori che ci attendono».

A preoccupare le famiglie è anche la possibilità che nell’area attualmente occupata da alcuni dei garage nasca una struttura per i servizi dedicati ai minori: «Si tratta di un servizio senza dubbio importante - riprende la residente - ma ci chiediamo perché non usare i tanti spazi comunali inutilizzati in via Viterbo».

Per quanto riguarda il rapporto con la cooperativa, i residenti si dicono «offesi dall’atteggiamento di Unicapi, che ha deciso di costruire muri nei confronti dei soci, mentre le nostre perplessità vengono costantemente ridicolizzate». La pensa così anche Rosa Piccolo, residente dal 2019: «Non sono preoccupata - spiega - ma molto di più, perché questo cantiere impatterà sulle nostre vite in maniera devastante. Com’è possibile che non se ne siano resi conto?».

Ad affiancare le famiglie c’è l’avvocato Iungano: «Uno dei problemi - spiega - è che oggi non abbiamo ancora un progetto in mano per fare le opportune riflessioni, quindi l’auspicio è che si arrivi al più presto a scoprire le carte». A chiedere un confronto vero è anche il consigliere Giacobazzi: «I residenti non sono contrari al progetto di riqualificazione energetica dell’edificio - spiega il capogruppo di Forza Italia - ma sono contrari a un cantiere che impatterà fortemente sulle loro vite e per tanti anni. Davvero non è possibile agire diversamente, evitando l’interramento di tutti i garage in un complesso abitato da tante persone anziane?». «Il Comune - attacca la consigliera leghista De Maio - si prende la libertà di stravolgere un intero comparto senza interpellare i diretti interessati: stiamo parlando di quasi un centinaio di famiglie, peraltro socie di Unicapi. Inoltre - aggiunge - se creare uno spazio per i giovani con problemi è senza dubbio un’iniziativa lodevole, è evidente che questo contesto già complesso non è l’ideale». —

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