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Ferrara. Da maniscalchi di Tamara a esportatori nel mondo La Ferri srl è già nel futuro

Decespugliatrici idrauliche, trinciatrici, porta-attrezzi radiocomandate Gisella, l’a.d.: «Ci siamo dal 1844, vogliamo far crescere questo territorio»

FERRARA Trinciatrici forestali per la manutenzione della boscaglia e testate trincianti idrauliche per lavori su terreni incolti o sottobosco, il braccio decespugliatore frontale e il porta-attrezzi radiocomandato, che lavora con angoli di pendenza anche del 50% in aree difficilmente raggiungibili da un operatore. Sono tre oggi le linee di produzione della Ferri srl di Tamara, che progetta, assembla ed esporta (in tutto il mondo) macchine per la manutenzione del verde pubblico e agricolo.

Ieri (1844...) «eravamo maniscalchi e la nostra storia cominciava da questa cabina elettrica – indica una foto in bianco e nero Gisella Ferri, amministratrice delegata dell’azienda – che c’è attualmente sulla strada interna per andare a Tamara: qui mio nonno, che lavorava nella parte più vecchia ancora esistente, e mio padre con la macchina che gli serviva per la lavorazione della canapa. Siamo una delle ditte più vecchie del mondo economico italiano».


CERTIFICAZIONE ISO

Le foto più recenti già riguardano premi, degli anni 2000, quello di Unioncamere per esempio.

La Ferri Srl da oltre vent’anni è anche certificata Iso (in pratica dei riconoscimenti che attestano la creazione, l’applicazione e il mantenimento di un sistema di gestione e di organizzazione del lavoro conforme a specifiche norme di riferimento, valide a livello internazionale): «Una tappa d’obbligo – dice l’amministratrice delegata –, perché allora gli enti statali cominciavano ad averne necessità e noi siamo stati i primi a farlo nel nostro settore».

Oggi l’azienda vanta un’ottantina di dipendenti, più una quindicina nella filiale commerciale in Francia, esporta circa il 75% della produzione, dall’America al Giappone, «e non ha mai fatto costruire niente fuori, tutto qua, anche i dipendenti, quelli più lontani, sono del Basso Ferrarese – dice Ferri –, perché l’obiettivo è sempre stato sfamare questo territorio, con tanta fatica, tante soddisfazioni e, per me personalmente, pochissimo tempo libero».

Il giro in azienda è praticamente quotidiano, nonostante «l’estate e la pressione bassa» scherza Ferri, si fa tappa alla linea di collaudo macchine, all’impianto di verniciatura, in carpenteria per la saldatura dei telai, al campo prova per testare le macchine; per fine anno è previsto l’arrivo del nuovo tornio, un nuovo investimento nonostante il periodo.

«Le difficoltà ci sono state con la pandemia – racconta Ferri –, c’è stato un mesetto di chiusura totale, il paradosso è stato che noi nel nostro settore non eravamo fondamentali per l’agricoltura… Poi siamo riusciti a ripartire con uno statuto interno, protocolli, sanificazione. Come tutti abbiamo avuto un ribasso del fatturato, ma con fatica abbiamo ripreso».

Rimane ora il problema nell’approvvigionamento delle materie prime, poche e molto costose: «Abbiamo gli ordini, ma non ci sono le materie prime, o arrivano con ritardi favolosi e c’è sempre il timore quotidiano – ammette Ferri – di chiudere una linea perché non arriva il materiale. Per il momento comunque andiamo avanti, nonostante non ci sia legno e il prezzo dell’acciaio sia arrivato alle stelle; la produzione è già stata lanciata tutta, sono già al 2022. Al primo posto per noi c’è la consegna della macchina al cliente e finora i tempi sono stati rispettati».

LE CALL

Quello che di positivo rimane del periodo pandemico è… il collegamento da remoto: «Una gran bella invenzione», è la considerazione di Ferri, pensando alla figlia responsabile della filiale in Francia, ora tornata ma pur sempre in costante contatto con il direttore della filiale.

Il futuro, l’amministratrice delegata della Ferri srl, se lo augura «più roseo. Il mondo economico – dice convinta – deve prendere esempio dall’Italia del calcio, che quattro anni fa era sotto terra e ora ha vinto l’Europeo. Dev’essere di sprone per tutti, specie per i giovani: Mancini e Vialli non hanno mai vinto niente nella loro carriera e ora ci hanno fatto capire che sacrifici su sacrifici riesci a ottenere risultati importanti: il bello è stato vedere la squadra unita, solo così vai avanti». —