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Modena, i luoghi dell'estate/ Elio Park, a qualsiasi ora c’è qualcuno che conosci

Il successo del chiosco da mattina a sera «All’aperitivo 450 a sedere e 150 in attesa»

MODENA. Quest’estate c’è un locale che, più di tutti, sui viali sta spopolando: Elio Park, dove da agosto 2019 sono di casa Piero Zoboli e il figlio Fabrizio Pollastri. Meta di pensionati e famiglie per la colazione (si viaggia ogni mattina sulle 150-180 persone) e di una trentina di professionisti a pranzo, la sera il locale nel Parco delle Rimembranze è un indiscusso punto di ritrovo dei giovani modenesi, soprattutto ventenni.


«Qualsiasi giorno della settimana decidi di andarci sai che sicuramente trovi qualcuno che conosci – dice Francesco Nora, 22 anni, cliente abituale – da una parte c’era la voglia di staccarsi dalla monotonia del centro e, dall’altra, lo spazio che Elio Park ha a disposizione ha giocato un ruolo importante con tutte queste restrizioni». «I nostri coetanei adesso stanno sui viali e in particolare da Elio – aggiunge l’amico Edoardo Panzanato – un altro motivo per cui la mia compagnia ci va è che adesso in Pomposa l’età media si è alzata molto, ci sono tanti 35enni-40enni e così noi ci siamo spostati qui».

Anche a detta dello stesso gestore Piero Zoboli, il grande spazio (450 posti a sedere) ha messo il locale in una condizione privilegiata rispetto a tanti concorrenti della “piazza” modenese. Ma non è l’unico fattore di successo, come raccontano i popolatissimi lunedì e mercoledì sera all’insegna della musica dal vivo che rendono protagonisti artisti del territorio, i dj set del martedì e, soprattutto, le partite degli Europei di calcio: migliaia i modenesi che per un intero mese si sono goduti il campionato su maxi schermo davanti a una pizza (pensando alle “tasche” dei ragazzi) e una birra o a una delle proposte del ristorante.

«Per gli Europei abbiamo allestito un maxi schermo di 3x3 metri, portato all’esterno due televisori da 55 pollici e comperati altri 2 da 75 pollici da mettere nel piazzale centrale – spiega Zoboli – così facendo tutti i clienti potevano guardare le partite, proprio come oggi stanno seguendo le Olimpiadi. La sera della finale degli Europei qui ci saranno state 2000 persone ma devo dire che la nostra presenza, unita al lavoro dei 6 addetti alla vigilanza che abbiamo assunto, ha scongiurato qualsiasi tipo di vandalismo, ad esempio alle macchine parcheggiate sul viale. Devo anche dare atto alle forze dell’ordine di aver capito la situazione e di non averci contestato nulla. In generale credo che il segreto del successo di Elio Park sia dovuto alla nostra capacità di offrire un servizio ad un ampio spettro di persone e, in particolare attraverso la musica, di aver creato un ambiente piacevole per i giovani».


Il “patron” di Elio Park non usa mezzi termini nel dire che attualmente il suo locale non riesce a far fronte alle richieste tante ce ne sono («Se la serata funziona ci sono 450 persone a sedere e magari 150 in piedi che chiedono di sedersi»).

Insomma giugno e luglio sono andati molto bene e per agosto e settembre (che si preannuncia un mese intenso) oltre alle serate di musica live in cantiere sembrano esserci già un paio di eventi. Proprio oggi, inoltre, Zoboli ha in programma un incontro con Aseop per verificare in che modo l’attività potrebbe contribuire a sostenere la Casa di Fausta, struttura che ospita gratuitamente i piccoli pazienti in cura presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena e le loro famiglie.

Oggi c’è solo un dubbio che tormenta Zoboli e il suo staff: cosa succederà a Elio Park una volta terminata la stagione estiva? Se l’anno scorso a settembre aveva azzardato la provocazione dei gazebo non autorizzati, alle porte di agosto si può dire che il gestore viva ancora una fase di incertezza: non sa che ruolo potrà avere il suo locale nel parco. «Un paio di giorni fa ho chiesto al «indaco un incontro per capire come si potrebbe rivedere una regolamentazione che noi riteniamo estremamente rigida dal momento che non ci consente neanche di avere dei dehors uguali identici a quelli in centro storico – spiega Zoboli - la nostra clientela chiede di partecipare anche d’inverno e, ormai, sappiamo che preferisce stare all’esterno anche una volta finita l’estate. Ci servono delle risposte su come operare all’interno del parco con un minimo d’iniziativa anche d’inverno, dal momento che noi siamo qui a presidio del parco 365 giorni l’anno».


«Tutto quello che è scritto nella relazione illustrativa del programma di riqualificazione per la valorizzazione urbanistica e commerciale del parco, datato aprile 2009, lo condividiamo al 100%. Purtroppo quanto contenuto in quel documento non è stato realizzato, i problemi di questo parco persistono e crediamo debbano essere risolti nell'interesse di tutti perché questo luogo è un bene dell'intera città», conclude. —
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