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Modena. Radici ben salde e testa nello spazio È la “Malagoli Aldebrando”

L'azienda modenese compie sessant’anni di vita e si avvia alla terza generazione Lavorazione di lamiere, e qualcosa in volo su Marte

MODENA Dal fabbro del quartiere all’Agenzia spaziale europea, dai marchi più importanti dell’automotive alle multinazionali Usa. La Malagoli Aldebrando srl (prima il cognome e poi il nome, come si usava una volta) ha da poco festeggiato i suoi sessant’anni di vita con una grande festa, alla quale hanno partecipato dipendenti, clienti, fornitori. Nata a Modena nel 1961, quasi un migliaio di clienti sparsi dal Brasile alla Germania, l’impresa guidata dalla seconda generazione della famiglia (ma la terza è già presente nella sede di via Dalla Costa, con l’ingegner Andrea) è il classico esempio di azienda che guarda al mondo ma ha le radici ben piantate nel territorio.


Il presidente Enrico Malagoli, uno dei due figli del fondatore Aldebrando, diplomato come il padre (e il fratello Gabriele) all’Istituto Corni, è ad esempio il presidente degli Amici di questa scuola fondata proprio cento anni fa; un’istituzione modenese dalla quale sono usciti tanti periti diventati imprenditori e che hanno contribuito a far diventare in pochi decenni la nostra economia una delle più sviluppate del paese.


Guardare al mondo per la Malagoli Aldebrando ha significato negli ultimi anni anche diversificare le proprie attività, proponendo ad esempio complementi di arredo in metallo che stanno incontrando molto favore sul mercato, sia per interni sia per esterni. E qualche anno fa ha voluto dire contribuire al progetto ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea, l’invio di una sonda su Marte per raccogliere informazioni sul pianeta rosso. Uno dei componenti di questa, un pannello “sandwich” costituito da parti esterne in alluminio e rinforzo interno in nido d’ape, polimerizzato in un’apposita autoclave in modo che fosse leggero e allo stesso tempo resistente, venne costruito e testato dalla Dtm di Modena, in collaborazione proprio con la Malagoli Aldebrando per il taglio e la piegatura. D’altronde lo slogan scelto per celebrare l’anniversario della Malagoli Aldebrando qualche settimana fa è stato guarda caso “60 anni spaziali”.


Tutto nasce all’alba degli anni Sessanta: Aldebrando Malagoli comincia a lavorare in via Giotto costruendo stampi, poi si sposta a Modena Est, dove la terra costava 800-1.000 lire al metro quadrato e si trattava direttamente con il sindaco per definire la localizzazione di una nuova impresa all’interno del nascente Villaggio industriale: qui alla fine del decennio l’attività trova una sede definitiva, officina sotto e abitazione sopra, come all’epoca si usava, in via della Scienza. Quando l’azienda (ormai concentrata sulla lavorazione di lamiere a freddo in piccole serie e piccola carpenteria) ha bisogno di espandersi, non trova però più nel quartiere una prospettiva concreta e dunque i Malagoli (intanto i due figli Enrico e Gabriele erano entrati in ditta negli anni Ottanta) si trasferiscono armi e bagagli prima a Modena Nord e poi nel 2008 in via Dalla Costa, in un moderno stabilimento di cinquemila metri quadrati di superficie nella parte nuova del Villaggio Torrazzi.


«Da sempre siamo attenti ai temi della formazione – spiega Enrico Malagoli – organizzando stage per gli studenti universitari e delle superiori. E tutti coloro, e sono almeno 1.200, che nei decenni sono passati da qui hanno sempre trovato un lavoro». La sua azienda tra l’altro è una delle imprese sostenitrici della Fondazione Its Maker, che organizza corsi biennale post-diploma di alta specializzazione per la formazione in un’area tecnologica strategica per lo sviluppo della nostra regione, la meccanica e la meccatronica. «Noi siamo tra i soci più piccoli tra tanti colossi ma ci siamo».


Venticinque dipendenti, un fatturato che anche nell’anno del Covid non è diminuito, la Malagoli Aldebrando sconta come tutti oggi il problema dell’aumento dei costi delle materie prime, e non solo di plastica e componenti elettronici. «L’acciaio è triplicato dall’inizio dell’anno, da 500 a 1.500 euro a tonnellata, e lo zinco è quintuplicato – dice Malagoli –. Gli stessi gas tecnici che usiamo per le lavorazioni (azoto e ossigeno, ndr) ora ci costano il triplo». L’azienda lavora per industrie di molti settori, dall’automotive alla ceramica, dalla logistica al biomedicale. Ogni progetto di ogni cliente viene valutato, dal carter per un carrello elevatore a un piastrino reggi-batteria per le Ferrari di serie fino a lavorazioni di pezzi per rari esemplari d’epoca o alla paletta mesciatrice per l’impasto dei gelati. La Malagoli Aldebrando (il fondatore, oggi 88enne, è stato nel 2008 insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro e l’onorificenza porta le firme di Napolitano e Berlusconi) nel micro-distretto meccanico del quartiere Torrazzi trova fornitori e aziende specializzate e a sua volta diventa partner per i vicini di capannone. Una passione (tutta modenese) per la metalmeccanica e per il manifatturiero, oltre che per l’innovazione. —