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Pievepelago Ricoverato in terapia intensiva dopo parto "avventuroso" neonato di Roccapelago

. È nato in serata subito dopo il trasporto “avventuroso” al Policlinico in elicottero il bimbo express che martedì pomeriggio ha condotto alla nuova emergenza ostetrico-ginecologica in Appennino. Il parto è andato bene, ma per sicurezza è stato ricoverato in terapia intensiva

Pievepelago. È nato in serata subito dopo il trasporto “avventuroso” al Policlinico in elicottero il bimbo express che martedì pomeriggio ha condotto alla nuova emergenza ostetrico-ginecologica in Appennino. Il parto è andato bene, ma non ci si può dire ancora tranquilli, perché di fronte alla delicatezza delle sue condizioni è stato necessario subito il trasferimento nella terapia intensiva neonatale.

L’emergenza era scattata martedì verso le 15.30 a Roccapelago, dove a una 41enne di origini straniere ma residente da tempo qui inaspettatamente si sono rotte le acque. Le avvisaglie di un parto precipitoso, non raro nelle mamme che come lei hanno già avuto più figli (tre nel suo caso). La chiamata al 118 ha portato sul posto i volontari dell’Avap di Fiumalbo insieme al medico di Pievepelago addetto al servizio d’emergenza. Che ha riscontrato buone condizioni nella signora (tutti i parametri in regola) ma che di fronte a una dinamica del genere ha chiesto subito l’intervento dell’elicottero per un trasporto immediato al Policlinico, valutando elevato il rischio di un parto on the road se da Roccapelago ci si fosse avviati in ambulanza a Modena, con 80 km di strada e una percorrenza media di un’ora e 40 minuti. Il parto non è stato istantaneo ma comunque questione di poche ore, e questo ha confermato la bontà della scelta. Ed è stata giusta anche l’opzione Policlinico, dove c’è appunto la terapia intensiva neonatale che si è rivelata di indispensabile supporto per il piccolo subito dopo la sua venuta alla luce.


Il caso probabilmente è destinato a rilanciare il dibattito sul Punto nascita di Pavullo al contrario. Cioè non nel classico senso: “Se il reparto fosse stato aperto si sarebbe andati lì con tutto più semplice”. Un parto così delicato non sarebbe mai stato gestibile a Pavullo: se il bimbo fosse nato lì sarebbe stato subito condotto d’urgenza al Policlinico per la necessità del supporto delle macchine, esponendolo a rischi maggiori. Non essendoci il reparto invece, è stato automaticamente indirizzato a Modena. È dunque più tutelante per le donne dell’Alto Appennino la riapertura del Punto ascita o l’elisoccorso, con suo eventuale potenziamento? Se ne discuterà probabilmente, non solo a Pievepelago. —