Modena. La Notte delle Civette incanta i bambini Una serata per l’ambiente e il rispetto degli animali

È tornato il tradizionale appuntamento al centro fauna Il Pettirosso Milani: «Anche quest’anno migliaia di esemplari salvati» 

MODENA Ormai è un appuntamento classico, ma tutti gli anni riscuote un grande successo e porta centinaia di persone ad assistere ad un vero e proprio spettacolo della natura.

È la Notte delle Civette, giunta alla dodicesima edizione grazie al Centro fauna Il Pettirosso, punto di riferimento a Modena e in tutta Italia per il salvataggio e la cura di animali in difficoltà.

Modena, l'emozione della Notte delle Civette



Quella che si è tenuta giovedì sera è stata una serata davvero speciale, anche più ricca di contenuti rispetto al solito, quasi fosse una vera e propria festa per provare a lasciarsi alle spalle il periodo più buio di una pandemia che comunque continua.

«È stata una edizione di ripresa e già questo dice tanto - spiega Piero Milani, direttore del centro - Quest’anno abbiamo avuto delle novità e delle sorprese, tra cui anche il miele, grazie alle nostre arnie didattiche che tanto effetto fanno ai bambini, che con una visita al centro possono capire tanto del nostro territorio».

È stata anche una vera e propria serata conviviale, è stata l’occasione per fermarsi a riflettere su uomo, animali e natura e anche per cenare con un piatto tipico come il gnocco fritto.

Ma appunto, era la notte delle civette e proprio loro sono state le indiscusse protagoniste: «Tutte le civette erano in voliera già da qualche settimana, quindi non aspettano altre che tornare libere. Gli animali arrivano da tutti i territori, anche altre regioni. Le molliamo qui al centro con questo grande evento e continuiamo a monitorarle da vicino fino a quando non si allontanano: non riuscendo a ricollocarle dove sono state trovate, vista la distanza, noi comunque continuiamo ad alimentarle perchè gravitano qui intorno per un po’ anche dopo la liberazione, fino a quando non decidono di andare e si sentono sicure».

L’attività del Pettirosso, ovviamente, non riguarda soltanto il mondo dei rapaci ma ogni genere di animale che necessiti di essere curato.

Anche quest’anno il trend è sempre in aumento: «Dall’inizio dell’anno - continua Milani - abbiamo già aiutato quattromila animali. Ed è facile immaginare, per i numeri che abbiamo visto fino ad oggi, che ancora una volta arriveremo a toccare quota cinquemila, come è stato negli ultimi anni».

La colpa, se gli animali continuano ad avere bisogno di aiuto, è anche dei cambiamenti climatici: «Anche la civetta - spiega Milani - risente comunque di ciò che accade nel nostro ambiente: con i temporali, le grandinate, le manifestazioni violente del nostro clima, crescono le chiamate per aiutare animali in difficoltà». Ma il Pettirosso ha bisogno del sostegno di tutti: «L’appello migliore è sempre rivolto alla sottoscrizione del 5x1000 dell’associazione, che non costa nulla: chiamiamo chi ci aiuta all’inaugurazione delle nostre strutture e chiunque può toccare con mano come vengono spesi i soldi». —

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