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Modena, via Emilia ovest: «Una settimana per ripulire il condominio incendiato»

MODENA Secondo sopralluogo tecnico ieri nel condominio San Cataldo, a distanza di otto giorni dall’incendio choc del 22 luglio, poco dopo la mezzanotte, quando due tunisini per un regolamento di conti si presentarono con una tanica di benzina dando fuoco all’ingresso di un appartamento al secondo piano occupato da un connazionale.

Modena, sopralluogo nel condominio incendiato



In mattinata l’amministratore di condominio Carlo Montorsi (Studio 2C Amministrazioni Condominiali) è arrivato con il perito assicurativo e la squadra tecnica (ingegnere, avvocato, imprese) creata per fronteggiare l’emergenza. «Un sopralluogo positivo – nota Montorsi – l’assicurazione ha dato carta libera per procedere con i ripristini assicurando la volontà di aiutare i condomini il più possibile, valutando caso per caso». Condomini che ovviamente hanno iniziato subito a fare le pulizie nei loro appartamenti, ma restano punti di difficile intervento (infissi) e la necessità di agire in maniera consistente sulle parti comuni, a cominciare da scale e pianerottoli anneriti dall’impressionante nube di fumo liberata dalle fiamme.

C’è già stata una prima pulizia immediata, ma la polvere nera che si era posata in alto è continuata a cadere, e l’odore è persistente. «C’è bisogno di ripulire, sanificare e tinteggiare – spiega Montorsi – con l’intervento di figure specializzate. Inizieremo lunedì: il mio obiettivo è quello di avere tutto pulito alla fine della prossima settimana. Poi ci vorrà tempo per le verifiche strutturali e il ritinteggio. I primi riscontri tecnici sono confortanti, non sono stati evidenziati particolari problemi strutturali al di là dei due appartamenti coinvolti nell’incendio: quello al secondo piano e quello direttamente sopra». Il primo è sotto sequestro, il secondo inagibile per un danno al pavimento: le situazioni andranno valutate in modo specifico.

Ma qual è lo stato d’animo una settimana dopo? «Buono: i condomini sono tranquilli perché si sentono seguiti – nota Montorsi – e c’è grande collaborazione. C’è chi ha parlato di condominio-ghetto: nulla di più sbagliato, sono vent’anni che amministro questa struttura e posso dire che, a parte il caso dell’appartamento occupato, qui hanno sempre abitato ottime persone, e gran lavoratori». —

D.M.

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