Da Modena a Monaco, «Evasione fiscale», si indaga a Montecarlo: ordine di sequestro a Caliendo per 7 milioni

Le ipotesi del tribunale di Modena per i reati commessi tra il 2010 e il 2017: società offshore e passaggi di denaro nell’occhio del ciclone

Carlo Gregori

Quasi sette milioni di euro, tra denaro e beni: è questa l’entità dell’ordine di sequestro ricevuto dalla gendarmeria e dall’autorità giudiziaria del Principato di Monaco ai danni dell’ex presidente del Modena Calcio Antonio Caliendo.


L’ingente somma corrisponde al valore del sequestro preventivo - in vista di una possibile confisca - disposto dal Tribunale di Modena su richiesta del sostituto procuratore Luca Guerzoni che dal 2017 sta indagando con la guardia di finanza di Modena sul vorticoso giro di affari e di denaro tra Montecarlo, Lussemburgo e Italia, attraverso persone di fiducia e società riconducibili a lui. In aprile il gip Andrea Romito aveva già firmato le carte riconoscendo fondati i motivi per la misura cautelare.

LA VICENDA

La cifra per la quale è richiesto il sequestro ammonta a 6 milioni e 700mila euro. Si tratta della somma del presunto profitto di reato secondi i calcoli della guardia di finanza modenese. Caliendo è tuttora indagato con le ipotesi di evasione fiscale, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, impiego di denaro e beni di illecita provenienza. Il periodo sotto indagine riguarda gli anni dal 2015 al 2017 ma l’arco temporale delle dichiarazioni si spinge più indietro: dal 2010 al 2017. A quanto è noto, si indaga solo sulle dichiarazioni fiscali per la persona fisica. In altre parole, quanto dichiarava al fisco italiano di aver guadagnato come agente sportivo e titolare di società. L’ipotesi del pm è che abbia trasferito solo formalmente all’estero le società, la residenza e le attività. Avrebbe invece creato una rete di società off shore e grazie ad alcuni fedelissimi che avrebbero agito per suo conto sarebbe riuscito a ingannare il fisco italiano. Per accertare questo giro di affari è stato necessario attivare numerose rogatorie internazionali col Principato di Monaco, Lussemburgo e altri Paesi dove Caliendo era spesso presente. Gli investigatori europei hanno dovuto accertare i suoi spostamenti.

LA RESIDENZA

La questione della residenza resta quindi centrale. Come ampiamente risaputo, il fatto di abitare a Montecarlo prevede un diverso trattamento fiscale dei guadagni, molto più benevolo di quello italiano. Le “fiamme gialle” modenesi hanno scoperto che in quegli anni, compreso il periodo in cui era a capo del Modena Fc, in realtà Caliendo era spesso in Italia per lavoro, come agente e procuratore sportivo, e aveva a che fare con grandi club come Juventus, Inter e Lazio. Secondo gli investigatori, le sedi delle sue società erano state trasferite all’estero ma il suo centro di interessi restava l’Italia. Montecarlo, sostengono, era una residenza di comodo.

LE PROVE

La sua costante attività professionale in Italia sarebbe dimostrata dai numerosi viaggi a e da Roma, dai prelievi bancomat e da altri indizi, oltre che dalla sua presenza a Modena per seguire la squadra gialloblù. Secondo il pm, Montecarlo e Lussemburgo (dove hanno sede alcune sua società) erano i luoghi nei quali sarebbe avvenuto materialmente il meccanismo di transazioni che ha portato all’evasione grazie a società che in ogni caso teneva saldamente in pugno e a prestanome a lui leali. Modena Academy, Agcf Srl e Amiki Srl avrebbero infine concorso a raggiungere l’obiettivo di acquistare il Modena Calcio.

Questo è lo scenario dell’inchiesta, a quanto è noto. E questa è, secondo gli investigatori, la complessa macchina di società e di persone che gli avrebbe permesso di evadere milioni di euro. Ma per arrivare a questo scopo Caliendo ha dovuto presentare dichiarazioni dei redditi e Iva con dati infedeli, secondo la magistratura. Mancherebbe anche la documentazione contabile della sua ditta individuale. Insomma, un pasticciaccio fiscale che secondo il pm Guerzoni non lascerebbe dubbi. L’inchiesta continua. —

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