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Anziani. La difesa del Comune di Modena: «Ma quale disimpegno Welfare al 55 per cento del bilancio comunale» 

L’assessore alle politiche sociali Roberta Pinelli replica alle affermazioni di Modena Volta Pagina: «Abbiamo già ribadito l’esigenza di nuovi posti»

MODENA «Complessivamente la spesa per l'area della non autosufficienza (anziani e disabili) si aggira a Modena sui 55 milioni di euro comprensivi delle risorse a valere sul fondo sanitario per gli interventi assistenziali e socio-sanitari. Nello specifico, nel 2019 la spesa è stata di 54.925.590 euro, nel 2020 di 54.028.393 e nel 2021 di 55.134.417 e la contrazione registrata nel 2020 è dovuta alla sospensione di alcuni servizi diurni a causa della pandemia e a una minor spesa per i ricoveri temporanei di sollievo che ora sono ripresi a pieno regime». Sfila i numeri in batteria l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli che colloca l’incontro nell’ambito di quelli che sta conducendo con diversi soggetti sul welfare.



«È sbagliato considerare solo i fondi che transitano sul bilancio comunale, da cui sono, per esempio, escluse attività afferenti al Fondo regionale non autosufficienza liquidati direttamente ai gestori dall'Azienda Usl. Quindi non ci sono stati tagli delle risorse, né disinvestimenti da parte del Comune, anzi quest’area pesa per oltre il 55% di tutte le risorse disponibili per le attività, interventi, servizi e progetti rientranti nel Piano per il benessere e la salute della città di Modena, il cui costo preventivo stimato per il 2021 è di 99.211.537 euro».

L’assessora però precisa, innanzitutto, «quanto sia riduttivo ricondurre esclusivamente al tema anziani e non autosufficienza, per quanto importante, la discussione su PrendiaMOci Cura, il documento di oltre 50 pagine che traccia le linee di indirizzo del Welfare del Comune per i prossimi quattro anni affrontando una molteplicità di temi, come l'aumento delle diseguaglianze e della povertà, la necessità di interventi sulla cosiddetta “povertà educativa” di tante famiglie, il problema della casa, reso più acuto oggi dallo sblocco degli sfratti, l'integrazione socio-sanitaria con la Asl, la medicina di territorio, l'assistenza domiciliare, la necessità dell'inclusione degli stranieri».

Su un’altra specifica questione sollevata, Pinelli ribadisce poi che «il tema della carenza strutturale di personale infermieristico riguarda tutti i servizi e anche l'Azienda Usl lamenta carenze, nonostante i concorsi attivati. Comune e Ausl autonomamente hanno messo in atto azioni che non possono essere risolutive e si sono attivate a diversi livelli perchè occorre l’impegno di tutti. Concretamente, mentre il personale Oss presente nelle strutture del nostro territorio è in linea con i parametri dell'accreditamento, sul personale infermieristico, rispetto a tali parametri, si sono rilevate due criticità (su 16 Cra presenti in città) per le quali l'Ausl sta integrando la dotazione del gestore con infermieri in attività aggiuntiva».

“Inoltre, mi preme precisare – osserva l’assessora – che il personale infermieristico viene remunerato dall'Ausl ai gestori sulla base delle ore effettivamente svolte pertanto ridurre l'assistenza non comporta alcun aumento di profitto per il gestore. Per quanto poi riguarda poi il Piano per il potenziamento dei posti autorizzati di Cra, l’amministrazione ha già ribadito la necessità di ulteriori posti oltre a quelli programmati, ma dobbiamo fare i conti con la realtà di una pandemia che ha fermato molte attività. Il gestore del Ramazzini sta però lavorando per individuare la nuova ditta che realizzerà la nuova struttura; al tempo stesso, procede anche l’iter che porterà alla realizzazione di una nuova Cra alla Madonnina». —

D.B.

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