«Canone simbolico per il ristorante etnico allo spazio San Paolo»

«È corretto l’affidamento di 220 metri quadri di locali pubblici ad un canone poco più che simbolico nel complesso di San Paolo a Modena all’associazione AIW (Association for the Integration of Women), ente nato nell’aprile 2020 e sostenuto da una rete multi-stakeholder e multi-settoriale di partners?».

È il quesito principale che Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) rivolge all’esecutivo regionale - l’assemblea dell’Emilia Romagna dove Barcaiuolo è consigliere - in merito alla creazione del ristorante etnico “Roots” che tante polemiche ha scatenato sui social, in merito, specifica il consigliere, «a presunti favori o disparità di trattamento da parte dell’amministrazione comunale nei confronti dell’ennesima associazione».


L’esponente di Fratelli d’Italia, nello specificare come «la ristrutturazione del complesso di San Paolo e della intera area è costato al Comune di Modena, e quindi alla cittadinanza, milioni di euro», stigmatizza come «per le sale concesse lo stesso Comune ricaverà un affitto simbolico che non darà ritorni economici alla comunità».

Oltre al quesito principale, Barcaiuolo, chiede anche alla Giunta «se il Comune di Modena abbia finanziato anche i corsi di formazione per le aspiranti cuoche» e, in via più generale, «se non ritenga discriminatorio concedere a un prezzo così calmierato dei locali pubblici a fronte di attività che pagano regolari canoni di affitto, soprattutto in un momento così critico per la ristorazione a causa della crisi pandemica e della successiva crisi economica collegata anche alle restrizioni governative». —

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