Contenuto riservato agli abbonati

Modena Alla vigilia del green pass tutti d’accordo «Ok se serve per non chiudere mai più»

La voce di ristoratori, teatri e palestre  Da venerdì entra in vigore, restano dubbi sulle modalità di controllo. Ma c’è chi è pronto, come il Jolly: «Saremo inflessibili»

Paola Ducci

Da venerdì sarà obbligatorio il green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso (solo se si consuma al tavolo), palestre e piscine (solo al chiuso), centri termali, musei cinema e teatri, concerti e spettacoli dal vivo (anche se all’aperto), con una probabile estensione ad aerei, navi e treni a lunga percorrenza. Le perplessità e la poca chiarezza sulle effettive modalità di applicazione regnano sovrane tra chi opera in questi settori e avrà la responsabilità di far applicare la legge. La maggior parte non sono contro il certificato, ma ne contestano la non uniformità di applicazione.


«Noi siamo pronti – afferma Gianluca Ferri, titolare della trattoria Aldina di via Albinelli – tutto il personale ha già scaricato l’app “Verifica C19”, idonea al controllo, ciò non toglie che non sia d’accordo su alcuni punti. Intanto ancora una volta le mense saranno esentate, come lo erano state dalla chiusura, e questa mi pare ancora una volta una profonda ingiustizia per chi opera nel nostro settore. In più c’è il discorso della richiesta dei documenti di identità. Cosa facciamo se una persona si rifiuta di mostrarcelo? In teoria la dovremmo far accomodare fuori... Ci sarà da discutere! Ho anche paura che il green pass possa scoraggiare i clienti come è accaduto per una comitiva di 48 turisti spagnoli che avevano prenotato un pranzo per la fine di agosto. Ebbene, nel scrivergli di ricordarsi il green pass non mi hanno più confermato».

Green pass, come Modena si prepara al 6 agosto


Dello stesso parere sono anche i baristi: «Bene se questa misura ci aiuta a non chiudere mai più – dice Lillo Corina, titolare del bar 059 di via Selmi – ma l’idea di mettermi a fare il controllore mi spaventa anche e soprattutto per quanto riguarda la richiesta dei documenti. C’è poi un nodo che mi pare non sia ancora stato risolto: quello delle persone che sono esenti dal vaccino. Non credo che debbano fare un tampone ogni qual volta decidono di andare al ristorante o sedersi al tavolino di un bar. Probabilmente basterà un certificato medico, ma come si potrà verificarne l’effettiva autenticità? Dovremo andare sulla fiducia. Noi non siamo né le forze dell’ordine e nemmeno pubblici ufficiali».

Ci sono luoghi poi dove la nuova regola creerà situazioni piuttosto bizzarre come al Mercato Albinelli. «Per fare la spesa non servirà – conferma il presidente del Consorzio Andrea Solieri – ma chi si siede nelle aree allestite con sedie e tavoli allora lo dovrà mostrare. Ogni area di sosta è stata assegnata per il controllo ai vari ristoratori e agli esercenti. Confidiamo nella collaborazione dei clienti».

Decisamente più sereni, con l’idea di rinviare a fine agosto il problema, sono i gestori della maggior parte delle piscine pubbliche di Modena che, alla luce di queste restrizioni, preferiscono mantenere fruibili solo le aree esterne senza la possibilità di utilizzare spogliatoi interni.

Pronti invece all’applicazione della nuova legge sono le palestre: «Noi siamo favorevoli – riferisce Laura Stefani del Jolly di Modena – riteniamo che contribuisca ad alzare gli standard di sicurezza dei luoghi di allenamento. Certo, non neghiamo che questo ci comporti un maggior carico di lavoro oltre a molte proteste da parte dei nostri clienti, ma saremo inflessibili. Già stiamo inserendo nel gestionale i dati dei green pass in modo che l’informazione sia contenuta nella tessera apri-tornello e i clienti non siano costretti ad esibirlo ad ogni ingresso».

Infine c’è l’obbligo nei luoghi della cultura al chiuso e per gli spettacoli o eventi all’aperto: «La ritengo una misura giusta – spiega Beppe Giampaolo, utente della biblioteca Delfini – a patto che sia applicata con uniformità in tutti i luoghi pubblici. Cosa che probabilmente non avverrà. Io sono ferroviere, mi trovo a lavorare su treni regionali affollatissimi sui quali non vi è obbligo di certificato e poi sono obbligato ad averlo per andare a prendere un libro in prestito e per vedere un film o uno spettacolo all’aperto. Mi pare una grande contraddizione».

E su questo punto è d’accordo anche il Maestro Aldo Sisillo, direttore del Teatro Comunale: «Bene il green pass ma esteso in modo uniforme a tutti i luoghi pubblici, altrimenti ancora una volta saranno sempre i soliti settori (cultura e ristorazione) a farne le spese. Mi auguro anche che questa nuova legge possa attenuare le regole estremamente stringenti sul distanziamento all’interno dei teatri, in modo da poter aumentare la presenza in sala degli spettatori e ritornare ad essere sostenibili». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA