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Bper, conti oltre le attese: utile 502 milioni. Accordo con Vandelli per l'addio: avrà 2,2 milioni

Attesa una ulteriore crescita dei ricavi grazie al contributo delle ex filiali Ubi

Modena. È la prima semestrale firmata da Piero Luigi Montani. Ed è anche la prima che certifica nero su bianco l’addio al suo predecessore Alessandro Vandelli. E ancor prima dei conti del gruppo Bper, tutti in trend positivo (molto positivo, oltre le previsioni), occorre svelare subito il “giallo” che circonda l’addio di Vandelli, che sostituito in primavera in realtà si congederà solo oggi dalla banca che lo ha visto al vertice per anni. Risoluzione consensuale con un accordo che prevede il riconoscimento di un “incetivo” all’esodo di 1,6 milioni di cui una parte è corrispondente al costo dell’indennità di preavviso ed è pari a circa 420mila euro. A questa cifra va aggiunta la stipula di un patto di non concorrenza per 600mila euro e il mantenimento per un certo periodo dei benefit connessi alle performance che la banca raggiungerà. Siamo in pieno “calciomercato” e anche Bper segue la formula di tanti big che vengono ceduti o che se ne vanno e a cui viene per contratto messo nero su bianco che non possono passare subito a una squadra concorrente.

Svelato il “giallo” sul futuro di Vandelli, la realtà è che i conti Bper sorridono. È stato concluso con successo il processo di integrazione di tutte le 620 filiali del ramo acquisito dal gruppo Intesa San Paolo e i risultati semestrali evidenziano l’aumento dei volumi, l’incremento della redditività, il miglioramento della qualità del credito e il rafforzamento nel settore.


I numeri. L’utile netto è di 502 milioni di euro. Sopra le attese degli analisti. Al netto delle numerosi componenti straordinarie, l'utile al lordo delle imposte è pari a circa 260 milioni di euro, grazie a proventi operativi netti (ricavi) saliti a 1,59 miliardi, trainati dalla crescita dei ricavi grazie principalmente allo sviluppo delle commissioni nette sostenute e dal collocamento di prodotti del risparmio gestito e bancassurance. L'analogo periodo dello scorso anno, non comparabile a causa del cambio di perimetro, si era chiuso con un utile di 102,5 milioni di euro e ricavi per 1,22 miliardi di euro.

«Grazie anche al contributo del ramo acquisito, i risultati si sono chiusi molto positivamente esprimendo una redditività ordinaria in crescita, trascinata soprattutto dall'aumento dei ricavi commissionali, supportati dal recupero dell'attività bancaria transazionale con la clientela e dai collocamenti di prodotti del comparto del risparmio gestito e bancassurance. La buona performance operativa si combina, inoltre, con una qualità del credito in ulteriore miglioramento grazie al calo del NPE ratio lordo al 5,7% e netto al 2,8% -, spiega Pier Luigi Montani, amministratore delegato di Bper - Confidiamo che l'approccio prudenziale adottato nella politica degli accantonamenti ci consentirà in prospettiva di beneficiare di un minore costo del credito», mentre sul fronte del capitale viene confermata «la solidità raggiunta dalla banca con un CET1 ratio Fully Phased che si è attestato al 13,5% ben oltre il requisito minimo SREP». —