Da Carpi a Tokyo 2020, SuperGreg Paltrinieri l'ha rifatto: bronzo storico nei 10 mila metri. Il primo italiano a medaglia  in piscina e in acque libere

TOKYO Paltrinieri è il primo italiano a vincere una medaglia olimpica in una gara di nuoto in acque libere: un’impresa storica, secondo i commentatori sportivi. Nella finale la vittoria è andata alla Germania, con Florian Wellbrock (con il tempo di 1h48’3«7). Argento all’ungherese Kristof Rasovszky a 25 secondi. Paltrinieri terzo a 27«4. Profetico nel 2017 quello che sull’amico Greg dichiarò la nuova star dell’atletica, la medaglia d’oro nel salto in alto Gianmarco ’Gimbò Tamberi: »Greg è il Bolt del nuoto, ha fatto cose enormi«. »Sono contento. È stato il massimo che potessi fare. E va bene così. È la giusta ricompensa dopo questi due mesi d’inferno«, si sfoga Paltrinieri e sorride per l’impresa che ha del miracoloso considerati i presupposti: dopo la di mononucleosi, è riuscito a disputare a Tokyo, in una settimana, gli 800 metri, i 1.500 stile libro e la maratona dei 10 chilometri. »Dopo i 1.500 pensavo di aver perso un’occasione, il quarto posto è stata una brutta botta«», dice. «Vado via da qua con due medaglie e posso ritenermi soddisfatto. Non erano questi i piani, ma per come sono arrivato era tutto difficile». E quella dei 10 chilometri la considera «una delle medaglie più sofferte: vale tanto, credo di meritarmi il podio; sono andato nonostante una condizione così difficile.

- «Ho combattuto fino in fondo, Florian (il tedesco Wellbrock, ndr) l’ho perso e non ce l’avrei mai fatta», dice l’italiano ripercorrendo la fase finale della gara. «Kristof (l’ungherese Rasovszky, ndr) lo vedevo, mi spostavo a destra e a sinistra però mi tagliava sempre la strada e non ce l’ho fatta». Lo sforzo di Paltrinieri vale la 31esima medaglia per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Il nuotatore aveva conquistato l’oro nei 1.500 alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. «Da fuori sembrava incredibile che ce l’abbia fatta? Anche da dentro... Sembra impossibile», ammette Greg, «mitico Greg», lo chiama il Coni sul profilo Twitter, dove il suo hashtag è diventato di tendenza. «Ha fatto una magia», dice il tecnico Antonelli, «perchè Gregorio un mese fa non c’era e Gregorio adesso c’è. Ho visto qualcosa che non avevo mai visto in lui: ho visto sempre un grandissimo campione, un ragazzo d’oro, ma un combattente così...tanto di cappello». «Sono commosso perchè ha buttato anima, sangue, tutteo quello che aveva, si è visto. Come nei 1.500, ma qua è riuscito a portare a casa qualcosa, se l’è meritato», aggiunge Antonelli. «Credo sia stato l’anno più difficile della sua carriera e venire così via è miracoloso».

 Un bronzo che vale oro. Un’impresa titanica, per dirla col suo tecnico Fabrizio Antonelli, quella di Gregorio

Paltrinieri alle olimpiadi di Tokyo 2020, terzo nella notte italiano dopo una gara complessa e difficilissima: la maratona dei 10 chilometri di nuoto in acque libere, disputata nelle acque della baia di Odaiba, in una giornata terribilmente calda. Ha sofferto, Greg, 26 anni, nuotatore di Carpi tesserato per le Fiamme Oro, già medaglia d’argento negli 800 stile libero, e non lo nasconde, reduce dalla mononucleosi. «Oggi è stata difficile: caldo, casino, loro che sono partiti dal primo giro e io non me ne ero neanche accorto», ha dichiarato il nuotatore a caldo, parlando del gruppo di testa che poi ha dovuto inseguire. «Però, sono contento di essere arrivato a podio. Dove ho trovato le energie? Prima della gara ero molto concentrato».