La musica d’autore di Cristina Donà nel borgo di Gombola: «Ecco i miei progetti»

 «A ottobre il nuovo album autoprodotto e una speciale App e dico no al proliferare di contenuti artistici gratuiti in rete»

POLINAGO. Una delle cantautrici più stimate del panorama musicale italiano torna questa sera nel borgo antico di Gombola, frazione di Polinago, in occasione di Trasparenze Festival, con un tour che anticipa l’uscita del nuovo disco “deSidera”, portando con sé la ricchezza dei suoi ventiquattro anni di carriera.
Lo spettacolo proporrà alcuni estratti da quest’ultimo, presentati in anteprima, e brani di repertorio in una rinnovata veste.
Cristina Donà, erano sette anni che non pubblicava un album di inediti come mai si è sei decisa a farlo proprio ora?

«Perché ne ho sentito il bisogno. Nel frattempo però non mi sono mai fermata, anzi. Mi sono dedicata a tantissimi progetti e collaborazioni con altri artisti. Tra questi mi piace sempre ricordare quello con Ginevra di Marco con cui ho condiviso un tour meraviglioso che ha prodotto una raccolta di brani inediti così come i live che mi hanno vista impegnata a portare sul palco un’antologia di canzoni di De Andrè in cui erano protagoniste le donne. In realtà, poi, l’album è già uscito ed è in possesso solo di quelle circa mille persone che hanno partecipato in primavera alla campagna di crowdfunding che ci ha permesso di produrlo autofinanziandoci completamente. È giusto che chi ha creduto in noi l’abbia avuto in anteprima. In autunno poi sarà disponibile per tutti, intanto lo stiamo vendendo direttamente nelle tappe del tour estivo».
E come è andata questo esperimento di autofinanziamento?
«È andato incredibilmente bene, non ce la saremmo mai aspettata. Siamo partiti ponendoci un obiettivo basso di 8 mila euro e abbiamo chiuso la campagna raccogliendone ben 46 mila. All’inizio pensavamo che saremmo riusciti a coprire una minima parte della produzione che in linea di massima ha un costo che si aggira intorno ai 30 mila euro, e invece abbiamo potuto fare molto, ma molto di più. Quello che è accaduto l'ho percepito come un abbraccio e un gesto immenso di grande fiducia da parte del mio pubblico. Questo sta a dimostrare quanto le persone abbiano bisogno di musica, di arte, di cultura in generale. Abbiamo anche investito in un App che a breve sarà per ora scaricabile gratuitamente solo sempre per chi ha partecipato alla campagna di autofinanziamento».
Cioè?
«Abbiamo creato un’ applicazione che i sostenitori potranno scaricare gratuitamente fino alla fine del 2021 dove saranno disponibili contenuti speciali, informazioni sui concerti, anteprime e tanto altro. Da gennaio poi l'idea sarà di metterla a pagamento e disponibile per tutti».
Perché la scelta di un’applicazione e non per esempio della promozione gratuita sui social?
«Molte persone mi fanno questa domanda. Io sono abituata a curare personalmente la promozione della mia musica e mi rendo perfettamente conto che se vuoi seguire un social gli devi dedicare molto tempo. Non vorrei che Instagram mi rubasse tempo alla musica! Poi devo anche dire che non mi trovo affatto d’accordo sul proliferare di musica e contenuti artistici gratuiti in rete. Molti artisti si stanno spostando su piattaforme a pagamento dove è necessario offrire contenuti di alta qualità. E questo mi sembra più interessante e corretto. Quello che è bello constatare è che il pubblico che è davvero interessato a te ti segue comunque, anche se deve contribuire con qualche euro. Spesso ci si dimentica che fare il musicista è sì una passione, una scelta di vita e tanto altro, ma è anche e soprattutto un lavoro. Peraltro la pandemia ha messo in evidenza le criticità di questo lavoro, speriamo che qualcosa cambi in meglio».
L’album si intitola “deSidera”. Un nome che lascia spazio a varie interpretazioni.
«Abbiamo voluto giocare con l’etimologia della parola “desiderio” che si compone di "de" e "sidera" e cioè, “la mancanza delle stelle”. Ed è per la mia grande passione per l’astronomia che abbiamo deciso di mantenere la lettera “S” maiuscola, affinché ne si percepiscano le due parole separate. Nello stesso tempo però, se lo si legge per intero, "deSidera" può considerarsi l’imperativo di “desidera!”, quasi un monito a non smettere mai di desiderare ciò che più ci piace. Il titolo è arrivato per caso, perché ci siamo resi conto che il desiderio e la ricerca della sua qualità è il filo rosso che lega tutti i brani dell’album».
Il suo calendario di impegni estivi è fittissimo. Come mai la scelta di suonare in situazioni intime e particolari come per esempio quella di Gombola?
«Credo che la mia sensibilità e la mia musica si sposino perfettamente con questa situazione e con il progetto del Festival Trasparenze. Sono sincera, non vedo l’ora di arrivare e di esibirmi a Gombola, ho guardato le foto e mi pare un posto fantastico!».
Progetti per il futuro?
«A ottobre l'uscita dell’album, appunto, anticipato da un nuovo singolo e poi il tour internazionale de “L’universo nella testa”, nato con il grande danzatore e coreografo Daniele Ninarello e prodotto grazie ad un bando europeo, dove le canzoni si mescolano alla danza e creano poesia».