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Maranello, le Ferrari a noleggio non rombano «Clienti quasi azzerati»

Il grido della varie agenzie: «Lavoriamo con chi arriva dall’estero, un disastro Eravamo sempre aperti, sette giorni su sette. Ora la situazione è cambiata»

MARANELLO. Dopo un anno e mezzo di chiusure, anche le agenzie di noleggio dei bolidi Ferrari a Maranello risentono della pandemia.

«Per noi è stato un disastro. Una catastrofe – racconta affranto Stefano Giuliani dell’agenzia di noleggio Ferrari PushStart – Noi lavoriamo con i turisti e ancora non vediamo la luce. Il target di turisti che solitamente venivano da noi proveniva dagli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Cina, Giappone e Russia. Quest’estate non ci sono. Siamo ancora ai blocchi di partenza».


Giuliani, dopo questa prima analisi, racconta di come nelle ultime due settimane qualche turista sia tornato, ma si tratta di un turismo locale o del nord Europa, con esigenze differenti rispetto al target a cui erano abituati.

«Eravamo ripartiti l’anno scorso dopo il primo lockdown con la speranza di rimetterci in pista – sono sempre le parole del titolare di Ferrari PushStart – ma hanno chiuso nuovamente e ci siamo ritrovati in una situazione veramente disastrosa. Avevamo tante speranze lo scorso anno, ma dopo l’estate siamo ripiombati nell’inferno, purtroppo. Io penso che questo settore sia stato uno dei più colpiti in assoluto da questa pandemia. Ci mancano i nostri turisti», chiude con grande rammarico Giuliani.

Anche Tamara Mecugni, titolare dell’agenzia PushStart, conferma le parole di Giuliani: «Noi lavoriamo prettamente con i turisti e la situazione è stata veramente difficile. Speriamo di non ricadere in un’ulteriore chiusura perché sarebbe veramente drammatica la situazione. Rispetto al 2019 i numeri sono scesi vorticosamente. Questa attività è aperta da trent’anni. Eravamo abituati ad essere aperti sette giorni su sette, tutto l’anno».

Debora Miucci, di I Love Maranello, spiega come l’assenza di turisti provenienti fuori dall’Europa abbia fatto risentire molto la sua mancanza: «I nostri turisti provenivano specialmente dagli Stati Uniti, Brasile, Russia e Cina. La differenza tra i turisti italiani e quelli che eravamo soliti ad accogliere risiede tutta nel fatto che i turisti italiani pensano principalmente al budget. Un turista straniero dà meno per scontato questa realtà, è curioso, ed è disposto a spendere molto di più».

Di fianco all’agenzia I Love Maranello si trova il negozio di souvenir gestito dalla stessa famiglia. Ed è proprio qui che, appoggiato ad una delle due Ferrari parcheggiate davanti all’ingresso, si trova “Ugo Gas".

«Il mio nome è Ugo Biolchini, ma tutti mi chiamano “Ugo Gas” – dice sorridendo – Quando ho iniziato questo lavoro mi chiamavano Ugo Boss, perché ero famoso in tutto il mondo. Poi hanno iniziato a chiamarmi “Ugo Vai”, perché dicevo sempre “Vai, Vai”! Adesso mi chiamano “Ugo Gas”, perché gli dico sempre di spingere il gas.

Questo lavoro l’ho inventato io insieme ad un mio amico nel 2008 – racconta ancora Ugo restando alle origini della sua attività – Ero qui davanti al museo e facevo i mercatini dell’antiquariato. Quando i turisti uscivano fuori dal museo dicevano sempre: “possibile che non si possa toccare o fare un giro con la Ferrari?” Allora ho pensato che se a Venezia hanno le gondole, a Maranello abbiamo le Ferrari. Così ho preso un auto e l’ho messa a noleggio».

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