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Morta sul lavoro, Laila non era stata formata per l'utilizzo del macchinario. A Massa Finalese l’addio alla mamma 40enne

La donna non aveva seguito i corsi per l'utensile dell'azienda Bombonette. Alle 18 le esequie islamiche. Lutto a Bastiglia e Camposanto Il pm contesta la violazione sulle norme antinfortunistiche

FINALE. Si terranno oggi, alle 18, al cimitero islamico di Massa, i funerali di Laila El Harim. E per omaggiare la mamma 40enne, schiacciata in un macchinario nell’azienda Bombonette dove lavorava da alcuni mesi, è stato proclamato lutto cittadino sia a Camposanto sia a Bastiglia, paese dove viveva insieme al compagno Manuele e alla figlia Rania.

Nel frattempo ci sono sviluppi che riguardano la morte della donna. La lavoratrice, impiegata nell'azienda Bombonette, non era infatti stata formata per l'utilizzo del macchinario che l'ha uccisa. Questo emerge dalle indagini che sono ancora in corso.

«La mamma, il papà, i fratelli e le sorelle dell’operaia di Bastiglia, pur nell’immenso dolore, ci tengono a ringraziare tutti coloro che sono stati loro vicini in questo momento di lutto, che hanno dato loro conforto e che hanno dedicato la loro attenzione alla tragica vicenda della loro cara», si legge in una nota diffusa dallo Studio3A-Valore S.p.A. La famiglia della vittima, che vive a San Felice dopo aver vissuto anche a Finale, per essere assistita, attraverso la consulente legale dottoressa Sara Donati, si è affidata a Studio3A-Valore, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e ha colto con estremo favore l’interesse dimostrato dalle autorità marocchine in Italia e anche dalle istituzioni nazionali, “con particolare riferimento all’apposita indagine ministeriale aperta su indicazione del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in parallelo all’inchiesta subito avviata dalla Procura”.

Il pubblico ministero di Modena titolare del fascicolo, la dottoressa Maria Angela Sighicelli, ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, con l’aggravante di essere stato commesso in violazione delle norme antinfortunistiche, il legale rappresentante dell’azienda, che opera nel settore della cartotecnica e del packaging, e in seconda battuta anche il delegato alla sicurezza dell’impresa, disponendo l’autopsia, che è stata effettuata venerdì.

Ma sarà soprattutto la perizia sul macchinario sotto sequestro all’interno della Bombonette a decretare se vi sono responsabilità aziendali nella morte oppure se il tutto andrà rubricato come una fatalità, causata da un errore umano. Le operazioni potrebbero partire dopo ferragosto dopo tutti gli accertamenti di Ausl e Ispettorato del lavoro.

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