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Maranello. Simone Frignani, il padre dell’affascinante “ Cammino di San Benedetto”

Docente di religione alle medie Bursi di Spezzano ha ideato e tracciato il percorso che richiama migliaia di turisti da Norcia a Montecassino 

MARANELLO. Lo chiamano “l’uomo dei cammini” e forse davvero lo è Simone Frignani. E non perché Simone, che vive a Maranello da sempre e insegna religione alle medie Bursi di Spezzano, è cresciuto negli scout di Formigine e quindi di “cammini” ne sa qualcosa, ma perché lui quei percorsi che ogni anno vedono migliaia di turisti avventurarsi lungo i sentieri alla scoperta delle bellezze del nostro Paese li crea.

È stato lui a disegnare il “Cammino di San Benedetto” che va da Norcia a Montecassino e che vede circa 8mila presenze l’anno, con turisti non solo italiani. La passione di Simone parte da lontano ma la svolta arriva nel 2008 dopo un viaggio a Monte Athos in Grecia, passando a piedi attraverso venti monasteri. L'ideazione del suo primo cammino (perché quello di San Benedetto non è l’unico da lui disegnato), arriva con un’esperienza in Italia: la volontà di Frignani, è quella di vivere un’esperienza francescana, a contatto con la natura. Parte senza troppi programmi in bici da Camaldoli e arriva a Loreto. «Alla fine – dice – ero consapevole che il cammino ti cambia. Quel viaggio mi ha permesso di conoscere meglio il mio paese che paradossalmente conoscevo meno rispetto ad altri esteri. Avevo più o meno quarant’anni, e lungo il cammino ho trovato una forte spiritualità e un forte spunto di fede»

. Da lì, l'idea di creare il cammino di San Benedetto: «Un grande santo italiano, addirittura patrono d’Europa, fondatore del monachesimo occidentale. Ho iniziato a documentarmi ed è nato uno studio per unire i tre principali luoghi della sua vita». Frignani, che intanto si iscrive alla facoltà di studi religiosi per poi iniziare ad insegnare, lavora la notte per collegare in un unico percorso Norcia, dove Benedetto è nato, Subiaco, dove ha vissuto trent’anni e infine Montecassino: «Lì ha scritto la Regola ed è sepolto»

. Ormai Simone è un esperto disegnatore di cammini e spiega che la cosa importante per iniziare è che l’idea deve essere chiara: «Io sapevo che volevo collegare quei luoghi attraverso sentieri e una viabilità secondaria lontana dal traffico. Sono partito con uno studio cartografico, mi sono procurato tutte le mappe del territorio. A volte mi sono servito delle viste dal satellite». Poi, tracciato un possibile percorso, le numerose prove sul campo: «La pratica non sempre coincide con la teoria, ho preso un sacco di rovi nelle gambe, dormendo all’agghiaccio per avere maggiore flessibilità». Partito da solo, lungo la strada ha conosciuto tanti amici anche tra gli abitanti dei borghi che si toccano lungo il cammino.

Alcuni di loro fanno parte anche dell’associazione di volontari che aiutano i pellegrini lungo il cammino di san Benedetto: i loro numeri si trovano sulla guida pubblicata da Simone nel 2012, tradotta in inglese e in tedesco. Dopo la pubblicazione di questa, i turisti hanno iniziato ad arrivare in massa anche dall’estero: «Sono 300 chilometri che attraversano luoghi anche poco conosciuti ma ricchi di storia. Sedici tappe e oltre ai tre luoghi principali di Benedetto abbiamo Cascia, Leonessa, fusione di elementi medievali e rinascimentali, Poggio Bustone, paese natale di Lucio Battisti. Proseguendo si entra in Ciociaria, terra bellissima...».

Dopo aver lavorato tre anni al cammino di San Benedetto e avere pubblicato la relativa guida, Simone Frignani ci ha preso gusto. «Ero partito con un’idea senza nessuna garanzia di successo, poi sono arrivati i primi turisti. Quel cammino era completo, così mi sono detto: “E adesso”?».

Frignani però aveva già un’altra idea da sviluppare. Quella di creare un cammino dal taglio diverso, più laico e caratterizzato da un forte spirito di avventura. Ecco quindi che nasce “Italia coast to coast”, che in pratica va dall’Adriatico al Tirreno attraverso Marche, Umbria, Lazio e Toscana.

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