Contenuto riservato agli abbonati

Sassuolo. «Mio fratello Raffaele era un gigante Il nostro è un dolore enorme»

Lo sfogo della famiglia dopo lo schianto in cui è morto il 26enne Raffaele Monaco Nella stessa strada si erano già verificati altri incidenti, con altri giovani coinvolti

Alfonso Scibona

Serena Arbizzi


«Mio fratello era troppo giovane per morire: 26 anni sono troppo pochi. Il nostro è un dolore enorme». Lo sfogo dei fratelli di Raffaele Monaco, deceduto a soli 26 anni in seguito all’incidente in moto, avvenuto tra via Radici in Piano e via Emilia Romagna, scatena la reazione di amici, degli altri famigliari e di tanti che hanno voluto donare una parola di conforto a loro, al padre di Raffaele, Vincenzo, e ai numerosi parenti.

Il tragico impatto è avvenuto poco prima delle 4 del mattino, nella notte fra sabato e domenica. Una strada che il giovane conosceva: per questo la sua scomparsa appare ancor più terribile e ingiustificata. Raffaele era appena ritornato da una serata trascorsa in pizzeria. Lavorava da due mesi in un’azienda di stampi ceramici del territorio. In precedenza aveva fatto il corriere. Abitava con il padre e un fratello in via Tagliamento, a Spezzano, ma era originario di San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, dove aveva vissuto fino alla maturità, per poi trasferirsi in Emilia.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Maranello e Sassuolo, insieme al personale del 118. In quella zona, sono avvenuti altri incidenti, tra auto (qualche anno fa) e uno gravissimo, nel settembre del 2008, che in una laterale di via Emilia Romagna vide due giovanissimi in sella a un motorino, venire travolti ed uccisi da un camion. Il paragone con quanto accaduto l’altra notte non è possibile: non c’è stato uno scontro con altri veicoli lo scorso weekend, quando il 26enne è sbandato mentre era in sella alla sua Honda Hornette. In secondo piano, invece, l’autorità giudiziaria potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di un malore o un colpo di sonno nel ricostruire l’accaduto.

«Raffaele era un amico di famiglia – confida Francesco De Marchi, titolare della pizzeria Le quattro stagioni di Sassuolo, dove il giovane aveva trascorso il sabato sera in compagnia di amici – Poi i ragazzi si sono fermati in un parco qui vicino per passare un po’ di tempo insieme. Chi se lo aspettava che la serata potesse finire in modo così’ tragico. Siamo distrutti dal dolore così come la famiglia di questo giovane, la cui vita si è spezzata troppo presto».

Intorno alla famiglia Monaco si stanno stringendo anche gli amici più cari, sia qui, sia a Brindisi, in attesa dell’addio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA