Dolore al funerale di Laila, morta sul lavoro: «La sicurezza prima di tutto»

FINALE. «Mi sono vicini in tanti in questo momento così tragico: non si può morire sul lavoro, nel 2021. Faremo chiarezza e andremo fino in fondo per la mia Laila».

Massa Finalese: addio a Laila, morta sul lavoro

È sorretto da parenti e amici Manuele Altiero, compagno di Laila el Harim, mentre assiste, tra la folla di oltre 200 persone accorse al cimitero islamico di Massa per l’addio alla mamma 40enne.

Camposanto e Bastiglia hanno omaggiato Laila con il lutto cittadino, mentre la bara ha fatto il suo ingresso ricoperta dal tradizionale drappo nero intarsiato con scritte dorate in arabo, tra le ali di folla. Cugini, fratelli e genitori di Laila, colleghi di una vita e la comunità islamica. Sindaci e assessori dell’Area nord hanno punteggiato di fasce tricolori il prato vicino al cimitero: la presidente dell’Ucman Lisa Luppi, sindaca di Cavezzo, Francesca Silvestri di Bastiglia, dove Laila viveva, Monja Zaniboni di Camposanto di cui era presente anche l’assessore Giacomo Vincenzi, i sindaci di San Felice, Medolla, San Possidonio, Concordia e San Prospero, Michele Goldoni, Alberto Calciolari, Carlo Casari, Luca Prandini e Sauro Borghi, l’assessora Monica Malaguti di Finale e la consigliera regionale Palma Costi. Tutti a renderle onore e a ripetere: «Chi indaga faccia chiarezza, non si può morire sul lavoro nel 2021».

«Siamo profondamente vicini alla famiglia – dice Francesca Silvestri – Abbiamo proclamato il lutto cittadino con l’intenzione di abbracciare chi era vicino a Laila». I cugini di Manuele ribadiscono quanto sia «una vergogna morire di lavoro nel 2021». E lo sottolinea anche Ferdinando Siena, segretario Slc Cgil: «Non si può parlare di sicurezza sul lavoro e formazione solo in caso di disgrazie. Le aziende devono investire in formazione: abbiamo rigettato, in sede di contratto nazionale, che questa avvenga fuori dall’orario di lavoro». Consiglia Ventruso è stata collega a lungo di Laila: «Lavoravamo alla Espo & Cartotec di Villavara, era una donna meravigliosa, molto precisa e attenta».

Il rito è stato celebrato da Said Jazouani, console generale del Marocco: «Sono grato alle autorità italiane perché stanno indagando per fare chiarezza. La nostra sorella, amica e figlia Laila rimarrà sempre nei nostri cuori». «Laila, eri una moglie, mamma e lavoratrice e io da moglie, mamma e lavoratrice dico che vorrei che questa morte non sia avvenuta invano, perché nel 2021 non si può morire sul lavoro», ha concluso l’assessora Malaguti sottolineando la collaborazione con la comunità islamica.