Contenuto riservato agli abbonati

Modena: con vento, siccità e temperature africane Il rischio incendi sale ai massimi livelli

Combinazione critica di fattori: da lunedì è stretta sui controlli in tutta la provincia. Appennino sorvegliato speciale 

MODENA. Prima la siccità, che ha prosciugato il suolo mettendo a rischio anche la fornitura domestica d’acqua. Poi il vento, che a intermittenza continua a farsi sentire in montagna. E adesso il caldo, sempre più caldo. Tre fattori che, combinati insieme, fanno elevare per la tutta regione, e quindi anche per la provincia di Modena che ha il territorio più montuoso, il più alto allarme per il rischio incendi.



Il nuovo stato di allerta diramato dalla Regione è in vigore da lunedì, e si protrarrà fino al 29 agosto. È di grado massimo, contemplando in una scala di 4 un “rischio alto” di grado 3: sopra c’è solo l’incendio in atto. Secondo le analisi tecniche in questi giorni “le condizioni meteo-climatiche e l’umidità del combustibile vegetale sono tali da generare un incendio con intensità di fuoco elevata e propagazione veloce”.

Il provvedimento di proroga è stato deciso dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile d’intesa con la direzione regionale dei vigili del fuoco e il Comando regionale carabinieri forestali a seguito delle previsioni a medio termine di Arpae che vedono piogge assolutamente non significative nei prossimi giorni, temperature massime in pianura tra i 35 e i 39 gradi ed un contenuto di acqua nel terreno molto scarso e solo sui crinali appenninici.

Insomma, può bastare pochissimo per ritrovarsi in un’emergenza come quelle che nell’agosto 2017 flagellarono i boschi di Valdalbero (Lama Mocogno) prima e di Trentino (Fanano), distruggendo decine di ettari. Il rischio riguarda tutta la provincia: dalla campagna della Bassa ai crinali appenninici, dove un’emergenza però avrebbe risvolti molto più complessi e gravi per la difficoltà a raggiungere i posti e la presenza boscosa.

Da qui la stretta: con la proroga viene confermato il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci. Vietati anche gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie. Comportamenti da “furbi” o leggerezze possono costare care: chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti pericolosi rischia sanzioni fino a 10mila euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è provocato volontariamente. Vale la pena ricordare che si può essere condannati a risarcire i danni anche se l’incendio è causato in maniera involontaria, per negligenza o imprudenza. Il monitoraggio è continuo: tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20, è attiva a Bologna la “Sala operativa unificata permanente” (Soup) dove operano funzionari delle Prefetture, dei Comuni, carabinieri forestali, vigili del fuoco e volontari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA