Camposanto, morta sul lavoro. «Laila addestrata su un impianto diverso» 

Il compagno chiede chiarezza sulla formazione. Controlli anche alla Espo & Cartotec di Bomporto

 
CAMPOSANTO. «Chiamarla “formazione” significa usare una parola grossa. Laila aveva fatto un pre-avviamento in azienda, ma su una macchina diversa rispetto a quella che lei usava». 
 
All’indomani del funerale di Laila el Harim, l’operaia 40enne deceduta sul lavoro all’azienda Bombonette, di Camposanto, il compagno Manuele Altiero desidera sempre più che venga fatta chiarezza nella ricostruzione della dinamica dell’infortunio che gli ha portato via la madre della sua Rania. 
 
Dai primi accertamenti, è emerso come Laila non avesse affrontato un periodo di formazione ad hoc per usare la fustellatrice che le ha causato la morte. «Le era stato spiegato il funzionamento di una macchina “gemella” – continua Manuele – Gemella non significa uguale. Non significa che avesse le stesse caratteristiche. Infatti, il macchinario su cui lavorava Laila aveva 15 anni di differenza rispetto a quello su cui ha effettuato il pre-avviamento insieme al collega». 
 
Man mano che i giorni passano, poi, emergono nuovi dettagli sulle mansioni che la quarantenne era stata chiamata a ricoprire nell’azienda. Dettagli che dovranno essere accertati in sede giudiziaria. «Laila non doveva essere in produzione, anche se il contratto parla di operatore di macchina fustellatrice», prosegue il compagno, che ha consegnato copia del contratto all’Ispettorato del Lavoro, da cui è stato ascoltato sabato mattina, quando ha consegnato anche le immagini scattate dal cellulare della donna al macchinario. 
 
Il titolare della Bombonette, Daniele Setti, presente al funerale di Laila, ha porto le condoglianze a Manuele. «Mi ha ribadito che da parte loro c’è la massima disponibilità ad aiutarci – dice Manuele, che aveva già ricevuto nei giorni precedenti la telefonata da parte dei titolari dell’azienda. Daniele Setti, poi, ha dichiarato che la decisione di assumere Laila era maturata «proprio per la sua esperienza su macchinari simili». 
Nel frattempo, non si arrestano le indagini e le analisi per ricostruire la dinamica che può aver portato all’infortunio mortale.
 
Ieri mattina, l’Ispettorato del lavoro ha fatto tappa presso l’azienda dove Laila aveva maturato esperienza: la Espo & Cartotec di Villavara di Bomporto. In particolare, gli accertamenti hanno puntato ad approfondire il funzionamento delle macchine usate dall’operaia per lungo tempo. Forse per verificare le analogie con la fustellatrice presente alla Bombonette. Tra le colleghe dell’azienda di Bomporto il ricordo di Laila è di una ragazza «sempre sorridente, molto precisa sul lavoro e attenta alla sicurezza. Abbiamo trascorso vent’anni fianco a fianco. Risulta difficile pensare a una disattenzione da parte sua». 
Il pubblico ministero Maria Angela Sighicelli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in seguito al decesso dell’operaia, avvenuto martedì 3 agosto. Sono due i soggetti indagati per la morte di Laila: il legale rappresentante e il responsabile della sicurezza dell’azienda.