Contenuto riservato agli abbonati

La novità in libreria. «Modena una guida»: i nostri luoghi del cuore

Il volume di Chiara Guerri sulle “top five” gli “imperdibili” e le dieci passeggiate

Modena. Modena ha un suo volume tra le guide edite da Odos, libreria turistica udinese, dedicate alle città d’Italia. È infatti appena uscito il testo monografico sulla nostra città scritto da Chiara Guerri, una “insider” – secondo lo spirito della collana – che con la sua scrittura unisce un taglio intenzionalmente “rock”, nel senso di dinamico e anticonformista, con una visita della città attraverso dieci percorsi lenti. Si tratta di un tentativo di unire una tradizionale guida turistica di altri tempi dedicata a monumenti, emergenze, curiosità e attrattive di un luogo con una serie di classifiche stile “Best of” fatte in modo martellante per dare dinamismo alla consultazione. L’uscita del volume su Modena, parallela a quelle di Torino, Cremona e Arezzo, fa di questo tascabile un vademecum per chi voglia restare nella nostra città più di un giorno con incursioni nei punti più interessanti della provincia, dal Parco Archeologico di Montale fino alla visita delle mummie di Roccapelago in Appennino.

A rendere curioso il taglio del libro sono le “Top 5” in stile Nick Hornby: i cinque “luoghi del cuore” di artisti, giornalisti, scrittori che hanno vissuto la città o la vivono, di nascita o d’adozione. Per Modena hanno offerto la propria classifica l’archeologa Monia Barbieri, la ricercatrice e autrice Patrizia Belloi, il direttore del Festival Filosofia e coordinatore del progetto Ago Daniele Francesconi e gli scrittori Roberto Franchini e Gianfranco Mammi. Dove, per esempio, Monia Belloi nella sua personale classifica indica al primo posto i colori del Duomo, al secondo la “melancholia” che popola i mille personaggi scolpiti, la “piazzetta del buonumore” dove si trova la statua del Tassoni, gli inganni prospettici del palazzo di via Dei Servi che ai suoi tempi ospitava il liceo classico Muratori, e infine la sua passione per “Venere, Marte e Amore”, tela del Guercino conservata alla Galleria Estense.


Divertente e anticonvenzionale la classifica del romanziere Gianfranco Mammi che indica al primo posto la Torre dell’Acquedotto al parco della Resistenza, seguita dall’ “alieno” scolpito sul Duomo lato piazza Grande, l’Oca Gigante davanti al cinema Raffaello, i pochi ruderi delle antiche mura e infine le opere di street art.

La guida si apre con una serie di “imperdibili”: un turista non può mancare una visita al Duomo e Ghirlandina, al Palazzo dei Musei, a Palazzo Ducale (ovviamente da fuori), ai musei dedicati ai motori e al Mercato Albinelli. E gli “imperdibili” dell’autrice sono: il Duomo, il museo della Figurina, i luoghi della Street Art, il museo Civico d’Arte, i parchi, il cimitero metropolitano di San Cataldo, la chiesa di Sant'Agostino, l’acetaia comunale, il parco archeologico e museo all’aperto della Terramara di Montale, il museo delle Mummie di Roccapelago. Segue un’ampia sezione di storia locale e di “Visioni d’autore”, dove si celebrano i più famosi scrittori, cineasti, musicisti e fumettisti modenesi.

La parte maggiore del volume riguarda le dieci “Passeggiate lente” da compiere in città e in zone più periferiche, sempre seguendo un percorso che può essere tanto materiale quanto spirituale. Inframmezzate alle descrizioni di ciò, strada facendo (a piedi), si trovano le Top 5: da piazza Grande, sito Unesco insieme a Duomo e Ghirlandina, stella polare della città; si passa dal Palazzo dei Musei, nato a fine ’700 come albergo per i poveri e oggi sede delle collezioni museali più antiche e importanti, a partire dalla Galleria Estense; o da palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare, che rappresenta una delle più prestigiose regge barocche d’Europa.

Si trovano anche cinque idee anche per i tour fuori porta. Dalla Riserva Naturale delle Salse di Nirano, a Fiorano, dove ammirare i piccoli “vulcanetti” con colate di acque salate miscelate ad argilla e idrocarburi; al parco regionale dei Sassi di Roccamalatina che offre itinerari per trekking in mezzo a boschi e castagneti; dal parco regionale del Frignano, area di oltre 15mila ettari con il Cimone; alla quasi sconosciuta area di riequilibrio ecologico del Torrazzuolo, una zona verde vicino a Nonantola ricca di fauna acquatica e di punti per la pratica del birdwatching; al ponte del Diavolo, meta privilegiata per gli amanti di camminate e cicloturismo. Ogni passeggiata “lenta” ha un close-up sulla parte della piantina da consultare.

Ampio risalto viene dato anche alla tradizione gastronomica con descrizioni dei piatti principali che rendono la cucina modenese celebre in tutto il mondo ma anche quelli di notorietà locale, seguiti da alcune ricette per chi vuole provare e da liste di un centinaio di ristoranti, osterie, bar, pasticcerie e locali noti e meno noti della città che vale la pena di frequentare anche per una breve sosta.