«Strettara-Fondovalle illogica È la Statale l’asse del Frignano»

Il comitato “La Via Maestra” rilancia il progetto di prolungamento dell’Estense E incalza i sindaci del Cimone: «Sono partiti dopo di noi creando solo divisione»

Daniele Montanari

Lama Mocogno. L’asse viario cardine del Frignano è la Statale 12, e Pavullo il suo baricentro fisico, economico, sanitario e sociale.


Con questa convinzione profonda, il comitato “La Via Maestra” ieri a Lama ha rilanciato con forza il suo progetto di prolungamento dell’Estense da Pratolino a Strettara, per collegarla all’Alto Appennino. Nel gruppo ex sindaci (Giuliano Romani di Pavullo, Italo Nesti di Pieve, Maurizio Cadegiani di Montecreto), esponenti di forze politiche opposte (Stefano Marchetti di Pieve per la Lega, il repubblicano Paolo Ballestrazzi da Pavullo), avvocati (Gaia Venturelli di Lama) e rappresentanti di associazioni (Rolando Manfredini di Riolunato per Coldiretti).

«Noi siamo partiti a febbraio riunendo rappresentanti di tutti i 10 Comuni – ha sottolineato Marchetti – qualcun altro è partito adesso e dopo neanche una settimana da sei che erano sono già scesi a cinque: questo la dice lunga su quanto sia illuminato il loro progetto». Evidente il riferimento ai Comuni del Cimone che hanno proposto la Strettara-Fondovalle. «Un progetto che non sta in piedi – ha incalzato Nesti – noi parliamo della Statale 12 Abetone-Brennero, che attraversa trasversalmente tutta la provincia, loro di una provinciale. Che peraltro dal punto di immissione del collegamento, alla confluenza dei torrenti, dista ancora 30 km da Vignola. Mentre in parallelo da qui siamo già all’altezza di Pavullo. Non si riesce a capire la logica e la finalità di un progetto del genere: non è sensato. Noi invece riprendiamo un’idea già oggetto di un accordo tra Provincia e Anas nel 1989».

«Non può stare in piedi un progetto che graviti su Vignola, peraltro steso su un’area geologicamente instabile – ha rilanciato Romani – è Pavullo la sede dei servizi, è Pavullo che dà lavoro a larga parte della montagna. Va bene aggiustare la Fondovalle, va bene aggiustare la Cerredolo-Ponte Dolo. Ma se parliamo di un progetto di visione, non può prescindere da Pavullo»

L’avvocato Venturelli ha letto un messaggio molto diretto di Mirto Campi, presidente del comitato (assente per lavoro): «La Strettara-Pratolino è l’unica arteria possibile per il rilancio della nostra montagna. Noi abbiamo suggerito un vecchio tracciato sicuramente da rivedere e rielaborare, magari studiando un nuovo ingresso della Strettara-Pratolino nelle immediate vicinanze di Lama, apportando una circonvallazione al suo abitato. Ma questa è l’unica via percorribile per Pavullo, proseguendo poi per la Pratolino-Malandrone e quindi l’Estense».

«Il nostro è un comitato di cittadini inclusivo e aperto a tutti – ha rimarcato la Venturelli – sull’altro fronte ci sono alcuni sindaci che senza interloquire con nessuno portano avanti un chiaro intento divisivo. Dopo che siamo partiti noi, sono partiti anche loro. Potevano farlo prima, visto che tra loro c’è chi amministra da un quindicennio». «Bisogna smettere di pensare al proprio orticello: va recuperata una capacità di programmazione» ha esortato Ballestrazzi. «Singolare la posizione di Pieve – ha punzecchiato Marchetti – il vicesindaco il 3 luglio è venuto al nostro convegno facendoci i complimenti per il progetto, poi un mese dopo il sindaco ne lancia un altro: o che non si sono visti in 30 giorni, o che siamo prossimi a una crisi di giunta. A Fiumalbo invece dovranno spiegare come fa ad essere più vicina Vignola di Pavullo». «Si sono voluti sovrapporre progetti – ha commentato Cadegiani – e quando ci sono troppe idee sul campo il più delle volte non si conclude niente. E questo ci preoccupa moltissimo».

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