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Modena. Trovato morto in casa il geologo Enrico Maioli Stroncato da un infarto

A capo di Mbr, importante studio di rilievi topografici,  era membro della storica compagnia di San Francesco

MODENA Non era solo un importante geologo al quale venivano affidati incarichi di prestigio. A Modena era conosciuto come uno dei fondatori della storica compagnia di San Francesco, la sua zona d’origine, e appassionato di cucina modenese. Se ne è andato all’improvviso Enrico Maioli, aveva 74 anni. Lo hanno trovato morto nel suo appartamento in via Anacarsi Nardi.

La chiave di casa era nella toppa e una badante che segue una vicina lo ha chiamato. Ma era riverso a terra nel suo studio in mezzo alla polvere, probabilmente stroncato da un infarto fulminante mentre stava controllando dei volumi nel suo archivio cartaceo. Subito sono accorsi i carabinieri che hanno avvisato il magistrato di turno. Nessun dubbio sulla causa naturale per il decesso, anche se è in corso un accertamento autoptico presso la Medicina Legale di Modena. La funzione religiosa si svolgerà in San Francesco, ma la data del funerale è ancora da definire.

Quella infatti era la sua parrocchia e la sua zona. Era nato nel 1947 in via Tre Re, vicino a forno. Lì era cresciuto coi due fratelli uno dei quali, Carlo, detto Chicco, era rimasto legato a lui fino all’ultimo. Entrambi frequentavano infatti la storica compagnia di San Francesco, oggi composta da pensionati, che si trovava quasi ogni giorno intorno alla fontana in largo San Francesco, di fronte a quello che un tempo era il Ristorante Fini.

Enrico Maioli si era diplomato geometra al Guarini. Per qualche anno ha lavorato come tecnico in Provincia. Nel frattempo ha studiato a Scienze della Terra laureandosi geologo. Quindi si è messo in proprio fondando lo studio associato Mbr in via Anacarsi Nardi di Maioli Barbieri e Romani. Uno studio di rilevamenti e prospezioni che dava lavoro a venti persone, molte delle quali ex studenti dell’istituto per geometri. Nel corso della sua attività Maioli è stato incaricato di svolgere rilevamenti importanti. In città ha lavorato al Duomo, alla Ghirlandina, al sistema fognario, alla fascia circondariale, ai progetti di parcheggi sotterranei e anche alle casse d’espansione del Secchia, dei laghi Curiel di Campogalliano e non ultimo al progetto della galleria di Strettara in Appennino. Lo studio era al piano sotto l’appartamento dove ha vissuto tutta la vita da single e dove è stato trovato privo di vita. Si presume che l’infarto lo abbia colpito proprio mentre stava facendo una verifica in archivio.