Modena, vendemmia sotto stress per siccità: quantità ridotte

Soffre soprattutto il Grasparossa, anche per le gelate, ma la qualità sarà buona

Il caldo e la siccità incombono sulla vendemmia 2021. Le temperature che in questi ultimi giorni hanno lambito i 40 gradi stanno preoccupando i viticoltori della provincia di Modena.

«Il caldo non sta facendo bene alla quantità – dice Sandro Cavicchioli, presidente della sezione Emilia di Assoenologi – Se nelle prossime due o tre settimane non pioverà si perderà notevolmente in quantitativi e anche le irrigazioni, là dove è possibile effettuarle, non sopperiscono allo stress idrico delle piante». Occhi puntati verso il cielo quindi, in attesa della raccolta che nella nostra provincia inizierà già dalla prossima settimana, con i primi bianchi a base spumante: Chardonnay e Pinot.


«Si proseguirà poi nei primi giorni di settembre con le Ancelotte e il Pignoletto, sempre più presente nelle nostre aree – ha continuato Sandro Cavicchioli – intorno al 10-15 settembre inizierà invece la raccolta delle uve Lambrusco Salamino e a seguire sarà poi la volta di Sorbara e Grasparossa».

Si aspetta quindi la pioggia, mai come in questo momento propizia per un buon raccolto e per confermare le previsioni della vigilia che davano per i lambruschi di Sorbara e Salamino, e per il Pignoletto quantitativi mediamente nella norma. Diverso il discorso Grasparossa: «In questo caso le gelate tardive di aprile hanno inciso in modo considerevole. Per il Grasparossa si registra infatti un calo del 25-30 per cento – dice ancora Cavicchioli – ma la siccità può fare la differenza e ridurre ancora i quantitativi». Lo stesso non è avvenuto per gli altri Lambruschi o per il Pignoletto che, al momento del calo delle temperature, presentavano una fase più tardiva, con gemme meno ingrossate. Di quantitativi in leggera riduzione parla anche Alberto Notari, vicepresidente di Cia Emilia Romagna: «Dopo le gelate primaverili – afferma – la pianta non è riuscita a compensare a pieno la diminuzione. L'annata è leggermente in ritardo come tempi di maturazione, le gelate primaverili e il caldo intenso hanno rallentato il tutto. Gioca a favore l'escursione termica che, a parte gli ultimi due o tre giorni, permette di sviluppare le caratteristiche classiche delle nostre uve. La qualità però sarà buona». Alberto Notari pone poi l'attenzione su un altro rischio per il patrimonio viticolo: «In questi giorni stiamo anche effettuando la pulizia delle viti colpite da Flavescenza dorata, una malattia portata da uno scafoideo che causa il disseccamento della pianta». Sempre intorno al 30%, ma con punte anche del 40, per il Grasparossa è la stima che arriva da Coldiretti Modena. Questa fonte indica anche una previsione di quantitativi in diminuzione del 10% sulle altre uve.

«Oltre alle gelate, il calo generalizzato della produzione è da imputare alla grandine che ha colpito diverse zone della provincia – aggiunge Coldiretti Modena – In particolare il maltempo di fine luglio quando grandine e vento si sono abbattuti sulle campagne tra San Cesario, Spilamberto, San Vito, Portile, Montale e poi a Fiorano e Sassuolo ma anche a Novi nella Bassa modenese».

A farne le spese sono stati soprattutto i vigneti, sui quali si sono registrati danni soprattutto nella zona di Maranello, Spezzano, Fiorano. Persistendo questo stato di cose però, ad oggi, ogni previsione su quantità e qualità della vendemmia 2021 nel Modenese appare azzardata e incerta. E anche un report stilato da Assoenologi, Ismea e Unione italiana sottolinea che «nelle colline non irrigate si iniziano a intravedere danni fogliari da stress idrico. Saranno fondamentali piogge in fase di inizio invaiatura, fase in cui la pianta ha forte necessità idrica».