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Vignola. Accusato di adescare ragazzini, torna in libertà

Il giovane che gli vendeva la droga va invece in carcere dopo un’estate di sballo in Riviera: non ha mai rispettato le limitazioni

Francesco Dondi

vignola. Dopo alcuni giorni trascorsi nel carcere Sant’Anna era poi stato trasferito ai domiciliari in un paese lontano da Vignola con il chiaro intento che evitasse di reiterare le condotte per cui era stato arrestato. Le contestazioni sono di violenza sessuale e prostituzione minorile, oltre che spaccio e induzione al consumo di sostanze stupefacenti in presenza di minori.


Ora il 38enne accusato di adescare ragazzini, attirandoli nel suo appartamento a ridosso del centro storico anche grazie a regalie e cessioni di droga, si è visto ulteriormente alleggerire la misura di sicurezza. Secondo il magistrato di Sorveglianza, infatti, ha rispettato tutte le prescrizioni con diligenza e quindi ci sono le condizioni affinché l’uomo possa tornare ad uscire con regolarità. Lo farà con cautela: conosce bene il polverone che si è sollevato a Vignola a seguito dell’operazione conclusa dalla Guardia di finanza della Tenenza locale, e quindi sembra essere ben predisposto ad interrompere quelle azioni che avevano portato il giudice per le indagini preliminari di Bologna a disporre la misura cautelare in carcere. Al 38enne rimarrà invece applicato un più che blando obbligo di firma: dovrà perciò presentarsi con regolarità presso la polizia giudiziaria per certificare la propria presenza in paese senza quindi possa allontanarsi se non autorizzato.

Chi invece è finito in carcere è uno dei due indagati che – stando all’accusa – riforniva di cocaina e marijuana il 38enne. Si tratta di un ragazzo formalmente residente a Guiglia, ma che gravitava con regolarità su Vignola. Il giudice, nell’articolata ordinanza, aveva disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora, che però il giovane non ha praticamente mai rispettato. Anzi, i numerosi controlli domestici effettuati dai carabinieri hanno spesso dato esito positivo: l’indagato si trovava spesso altrove. Soprattutto in Riviera dove è stato più volte protagonista di episodi di microcriminalità, spesso scoperti dalle forze dell’ordine romagnole. E tutti quei reati contestati, oltre al mancato rispetto delle disposizioni connesse all’operazione della Finanza, hanno portato il magistrato a disporre l’aggravamento della misura: per il ragazzo spacciatore è quindi scattato il fermo e il trasferimento in carcere.

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