Contenuto riservato agli abbonati

Modena, polizia e pompieri “espulsi” dalla mensa

Chi non ha il green pass mangia separato dai colleghi. Butelli (Siulp): «Fatto grave, poi si torna a lavorare fianco a fianco»

L’obbligo di presentazione del green pass per accedere alle mense aziendali si abbatte come una scure anche sui servizi di emergenza: vigili del fuoco e polizia di Stato in primis. Da alcuni giorni, infatti, su indicazione della ditta Elior, che si occupa della produzione dei pasti, è vietato agli operatori senza certificato verde di accedere alla mensa. E così per loro viene preparato un pasto al sacco da consumarsi lontano dai colleghi vaccinati. «Fino all’emanazione di direttive ministeriali, le modalità di consumazione del pasto al sacco non è regolamentata; quindi non vi è obbligo di consumazione all’aperto – si legge nell’ordine firmato dal comandante dei vigili del fuoco di Modena, Giuseppe Lomoro – ma solo il divieto di consumazione all’interno della sala mensa, gestita dalla ditta... Si confida nelle collaborazione di tutto il personale, anche se in possesso della certificazione verde, al fine di consentire a chi deve consumare il pasto al sacco di poterne usufruire con decoro».

Una direttiva analoga è stata recapita anche alla polizia di Stato per la mensa della questura. Va infatti ricordato che nei vari uffici distaccati non vi è mensa interna ma magari solo una cucina di servizio e quindi l’obbligo viene meno.


Paradossi che vengono evidenziati dai sindacalisti di vigili del fuoco e polizia di Stato anche alla luce del fatto che poi i gruppi si riformano al momento degli interventi. «I provvedimenti governativi vanno rispettati – esordisce Fabrizio Benvenuti del Conapo – ma dobbiamo anche evidenziare come talvolta vadano in contrasto con la quotidianità del nostro lavoro. Trascorriamo turni di 12 ore insieme, applicando alla lettera ogni norma utile a tenere fuori il Covid dalle nostre caserme, ma poi dobbiamo mangiare separati. Se però arriva una chiamata d’urgenza o veniamo inviati in missioni come quella in Calabria il gruppo si ricompatta, saliamo sugli stessi mezzi, usiamo i medesimi dispositivi, lavoriamo fianco a fianco. Credo che in mensa basterebbe un po’ di buonsenso, si potrebbe mangiare ancora più distanziati».

Posizione analoga arriva da Roberto Butelli, segretario regionale del Siulp. «Ci sono alcuni servizi in cui la legge stabilisce che garantire il pasto sia un obbligo della nostra amministrazione. Credo che garantirlo ma senza offrire un luogo idoneo dove consumarlo sia un fatto grave. Abbiamo perplessità sulla direttiva, ma siamo per rispettarla senza indugi perché le regole vanno rispettate sempre. In compenso osservo che due colleghi in servizio 6 ore sulla stessa Volante poi magari devono dividersi per pranzare perché uno ha il green pass e l’altro no. E che dire, ad esempio, di chi fa servizio d’ordine negli eventi e viaggia su furgoni a dieci posti? Magari devono fare filtraggio gomito a gomito ma al momento di mangiare andranno divisi, chi in mensa e chi magari sul cofano di una volante...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA