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Modena. «Signora, ha un problema all’auto» E così i due ladri le rubano la borsa

Raggiro sulla complanare Einaudi: la fanno accostare poi colpiscono con la scusa delle 4 frecce

Qualche settimana fa erano stati in grado di colpire almeno in tre occasioni in vari punti del Modenese: in via Martiniana a Modena chiedendo informazioni per recarsi a Baggiovara, a Castelnuovo cercando un modo per orientarsi e raggiungere Colombaro, a Bomporto per individuare un altro centro commerciale. Ora la “truffa delle informazioni” fa un’altra vittima: si tratta di una donna a cui è stata rubata la borsa che custodiva in auto.

È avvenuto sulla complanare Einaudi quando la signora si trovava al volante della sua auto. Ad un tratto ha preso coscienza che da un’altra vettura due persone le facevano cenno a più riprese di rallentare e fermarsi per un “evidente” problema ad una ruota. Lei, spaventata, ha accostato alla pari di quelli che si sarebbero presto trasformati in ladri. Dopo i primi convenevoli la coppia di truffatori è entrata in azione: l’hanno prima distratta, mostrando lo pneumatico a rischio e dissertando sulle soluzioni poi uno di loro ha agito. Ha suggerito alla donna di attaccare le quattro frecce per segnalare il rischio alle altre auto di passaggio poi si è offerto per entrare lui stesso nella vettura per sistemare la situazione. E sfruttando quell’istante ha allungato le mani verso il sedile posteriore per impossessarsi della borsetta lasciata incustodita. Pochi istanti e il piano è stato completato da una repentina fuga insieme al complice che di fatto ha permesso ai due ladri di andarsene con soldi, documenti ed effetti personali della vittima. La quale, nonostante lo choc iniziale, ha poi deciso di rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia.


Ora sono scattate le indagini, coordinate dalla procura, che inevitabilmente proveranno ad esplorare una possibile connessione con gli episodi di inizio luglio, già raccontati dalla Gazzetta.

Ma il borseggio avvenuto sulla complanare diventa anche l’occasione per rilanciare quelle buone pratiche utili ad evitare di finire vittima di potenziali truffatori. Si va dalla falsa segnalazione di guasto del veicolo al falso incidente con lo specchietto, dalla distrazione della vittima con una richiesta d’informazioni (generalmente fatta al momento di riprendere la macchina in sosta nei grandi parcheggi dei centri commerciali), alle più elaborate truffe portandosi presso le case di anziani fingendosi avvocati o appartenenti alle forze di polizia (in questi casi gli accessi nelle case delle vittime sono anticipate da telefonate con le quali i truffatori annunciano un falso arresto o un grave incidente ad un familiare privo di copertura assicurativa per il quale il familiare sarebbe stato trattenuto in caserma, chiedendo loro denaro o gioielli per pagare una cauzione ai fini della liberazione), fino ad arrivare ai falsi addetti alle forniture di acqua e gas intenti in controlli di sicurezza o ai falsi infermieri incaricati dagli organi della sanità di effettuare tamponi Covid a domicilio. Infine, sono state rilevate in provincia anche le truffe con le tecniche “del frigorifero” (attraverso la quale i ladri con una scusa fanno concentrare nell’elettrodomestico tutti i valori per poi distrarre la vittima e appropriarsene) e “dell’abbraccio” (sfilando i gioielli e i portafogli).

«Sul tema – riepilogano i carabinieri – la Prefettura ha lanciato negli anni ampie campagne informative di prevenzione, insieme alle associazioni di categoria (nel 2019 con Lapam), che hanno permesso di rendere consapevoli e allertare nei 47 comuni della provincia le persone anziane e più fragili. La procura, dal canto suo, ha coordinato le attività investigative delle forze di polizia che nel gennaio scorso a Sassuolo hanno permesso l’arresto di tre persone, ritenute responsabili di furti aggravati, consumati e tentati, ai danni di persone anziane spacciandosi per tecnici dei servizi o appartenenti alle forze dell’ordine per verificare ipotetiche perdite di gas e a Soliera, con l’arresto di una coppia di persone che in più occasioni, fingendosi operatori sanitari dell’ospedale di Carpi, con funzioni di controllo igienico dei locali, in periodo Covid, erano riusciti fraudolentemente a distrarre due anziane signore, impossessandosi di soldi e gioielli».

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