Contenuto riservato agli abbonati

Sassuolo, volontari accorrono a casa ma il bambino nasce sull’ambulanza

Massimo è il secondogenito di una famiglia di ghanesi: è venuto alla luce a poche centinaia di metri dall’ospedale

SASSUOLO. Nascere a poche centinaia di metri dall'arrivo in ospedale a Sassuolo, nel cuore della notte. È successo a Massimo Sackey, un bambino di origini ghanesi, protagonista suo malgrado di un’avventura accaduta alla madre, soccorsa nella sua casa di Maranello da due volontari dell'AVF di Fiorano. Ecco i dettagli.

«Era da poco passata la mezzanotte – ha raccontato Godlight Sackey, 35enne operaio in una ditta di Ubersetto – quando mia moglie Alice ha sentito aumentare il ritmo delle contrazioni ed allora ho chiamato il 118. Dopo poco più di 5 minuti è arrivata un'ambulanza con due volontari e abbiamo fatto scendere Alice dal nostro appartamento del terzo piano, non prima di aver portato l'altra nostra figlia Virginia a casa di amici».


Sackey, vista l'emergenza, è salito a fianco dell'autista, Giovanni Piccoli, mentre ad assistere la donna è rimasto il volontario soccorritore Davide Maiorano.

«Siamo partiti a sirene spiegate – spiega Piccoli – e nel mentre ho chiamato l'ospedale annunciando l'arrivo con la donna che era in procinto di partorire. Ho detto di tenersi pronti al nostro arrivo».

Ma il parto è arrivato in anticipo. «Ero con la signora e ho avuto il sangue freddo – ha aggiunto Maiorano – perchè dopo un paio di contrazioni ho visto il bambino e allora, anche se mancavano poche centinaia di metri dall'arrivo al pronto soccorso, ho cercato di fare le prime operazioni, tra le quali quella di “clampare” il cordone ombelicale».

Il tragitto per il nosocomio di via Ruini era brevissimo e l'arrivo è avvenuto due o tre minuti dopo il parto. Ad attendere l'ambulanza dell'AVF di Fiorano c'erano infermieri e ostetrica del reparto che hanno preso in carico la donna e con la stessa barella in dotazione ai volontari l'hanno trasportata in reparto. Dopo 48 ore di degenza, visto lo stato di buona salute della donna e del neonato, i due sono stati dimessi e hanno fatto rientro nella loro casa in centro a Maranello, a due passi dalla chiesa parrocchiale.

«È stata un’emozione davvero grande – ha commentato ancora Godlight Sackey – perchè tutto il percorso di preparazione al parto era andato bene e l'imprevisto aveva provocato tanta agitazione a me e a mia moglie. I volontari che sono venuti a casa nostra sono stati bravissimi, sia prima che durante il trasporto e devo ringraziare soprattutto Davide, che materialmente ha fatto nascere il mio secondo figlio».

In città ci sono stati altri casi di nascite premature, anzi, di nascite con gravidanza a termine che si sono concretizzate con l'uscita del feto prima dell'arrivo all'ospedale. Parecchi anni fa, ad esempio, avvenne che dopo la rottura delle acque una donna stava per essere accompagnata all'ospedale ma i tempi, anche in quel caso, non c’erano e il parto avvenne all'interno dell'ascensore del palazzo, senza nessun sanitario presente: tutto è finito bene, con il neonato poi cresciuto senza particolari problemi. Questa volta, se vogliamo, è andata decisamente meglio e con il rispetto di tutte le necessarie esigenze del caso.