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La Castelfranco-Modena. «Ciclabile inservibile per i pendolari»

E' roppo lunga: «Percorso adatto alle scampagnate, non a chi vuole usarlo ogni giorno»

Un percorso ciclopedonale, che si colloca in parte su tratti già realizzati, inizia dal ponte ciclabile del Panaro, al confine tra Modena (in località Fossalta) e Castelfranco e termina in via Sebenico, in corrispondenza della ciclabile che porta a Panzano e poi al capoluogo, attraverso Gaggio e Villa Sorra. È il progetto finanziato con 200mila euro da Regione, Provincia e Comune di Castelfranco. Il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei lo accoglie con entusiasmo: «questo intervento testimonia quanto per noi sia fondamentale investire in mobilità dolce. Collegare due città così importanti della nostra provincia significa offrire a centinaia di migliaia di cittadini un nuovo modo di spostarsi, più ecologico e rispettoso dell’ambiente». Un entusiasmo che invece non si ravvede nei dubbi avanzati dalla Fiab Modena.

«Sarebbe un percorso perfetto se parliamo di un percorso per il giretto della domenica – scrive Eugenio Carretti, presidente della Fiab – ma un fallimento annunciato se l’obiettivo era quello di dare una alternativa all’uso dell’auto».


La critica poggia così su termini numerici e di tempi di percorrenza: «Il tracciato risulta di oltre 13 chilometri (contro i circa 8 che servono in auto) viaggia su stradine di campagna, attraverso isolati ponti e sottoponti e riutilizza in gran parte tratti già realizzati con un bel mix di superfici, dimensioni e tipologie ciclabili – è la critica principale – Quanti cittadini saranno incentivati a fare quel percorso al mattino presto per andare al lavoro o alla sera per il rientro?».

Ma c’è anche un dubbio sostanzialmente sul fronte dei finanziamenti che subordinerebbero la mobilità ecologica a quella su gomma. «Grazie al boom delle bici elettriche in tutta Europa – aggiunge Carretti – si investono ben altre cifre su superstrade ciclabili dirette e con dimensioni di almeno 4 metri, sottopassi ed illuminazione dedicata: solo per i primi 7 chilometri della super-ciclabile Firenze-Prato si prevedono costi per 8 milioni di euro. La beffa è che per arrivare alla Fossalta è stata realizzata la rotonda su via Emilia Est per un costo di 670mila euro, per metà del Comune e per metà della Regione per la “Realizzazione di ciclovie regionali e promozione della mobilità sostenibile”. Insomma, una sola rotonda è costata oltre tre volte la Modena-Castelfranco ed è stata finanziata per metà con fondi destinati alla ciclabilità».

Il presidente di Fiab chiude la sua analisi con una battuta sarcastica, connessa proprio ai fondi spesi per la ciclabile stradale che “serve ad una maggiore fluidificazione e smaltimento del traffico auto ed a portare i pendolari in bici su isolate stradine di campagna”.